Gli abusi di Alberto Genovese, il gip: “Uomo dalla spinta antisociale elevatissima”

Erano molte le persone che sapevano delle violenze di Alberto Genovese verso le donne. Il medico legale: “Non mi era mai capitato di vedere qualcosa di così cruento”.

Pochi giorni fa Alberto Genovese, il fondatore ed ex ad di ‘Facile.it’, è stato arrestato a Milano, accusato di violenza sessuale verso una ragazza di 18 anni, di spaccio di droga e di sequestro di persona. La vittima ha denunciato l’accaduto e si è, quindi, potuto far luce sulle violenze dell’uomo.

Il gip Tommaso Perna ha parlato di Genovese in questi termini: “Genovese è un uomo dalla spinta antisociale elevatissima e dell’assoluto disprezzo per il valore della vita umana, soprattutto di quella delle donne”. Il medico legale, poi, ha dichiarato: “Non mi era mai capitato di vedere qualcosa di così cruento”.

Il racconto della vicenda del gip: “Quando la vittima ha ripreso un barlume di lucidità, iniziando a opporsi, fino a implorare il suo aguzzino di fermarsi, lei non è stata ascoltata dal carnefice che, imperterrito, ha proseguito nella sua azione violenta”.

Il giudice Tommaso Perna racconta le violenze di Alberto Genovese: “Ha legato a letto la vittima e l’ha ammanettata ai polsi e alle caviglie”

Tommaso Perna ha ipotizzato anche il reato di tortura: “Per raggiungere il suo scopo, non ha esitato a legarla al letto e ad ammanettarla ai polsi e alle caviglie. L’indagato ha agito con crudeltà e cagionato alla ragazza sofferenze fisiche e psichiche difficilmente emarginabili, così travalicando ampiamente i confini dei reati di violenza sessuale e sequestro di persona già contestati”.

Nelle feste private nel superattico di Genovese circolava moltissima droga e tutti ne erano a conoscenza. L’uomo, durante le sue dichiarazioni al gip, ha dato la colpa alla droga: “Una spirale che mi ha messo sempre più in difficoltà. Ogni volta che mi drogo ho allucinazioni e faccio casino, faccio cose di cui non ho il controllo: nella mia percezione della serata trascorsa con la ragazza, noi eravamo innamorati e stavamo trascorrendo una serata bellissima”.

Il gip non ha creduto a questa ricostruzione: “Nonostante l’uso di sostanza stupefacente, l’indagato è rimasto sempre lucidissimo, disponendo del corpo della ragazza come meglio credeva”.