Come sarà il Natale nell’era del Coronavirus? Galli è categorico: “Scordiamoci i grandi cenoni”

galli coronavirus

In molti si chiedono, in questo momento storico in cui le restrizioni tendono ad aumentare al fine di evitare che la seconda ondata di contagi da coronavirus diventi uno tsunami, se per Natale qualcosa sarà cambiata.

A detta dell’infettivologo Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, intervenuto a Cartabianca, sarà necessario sacrificare le classiche celebrazioni natalizie – a differenza di quanto fatto quest’estate, quando il virus sembrava un lontano ricordo:

“Alla luce dei numeri, se gli interventi non funzionassero arriveremmo a Natale nel pieno della seconda ondata. Se funzioneranno, dovremo adeguarci a una riapertura graduale e a molte cautele, per non ripetere quanto già successo a Ferragosto. Anche nella migliore delle ipotesi non possiamo trasformare il prossimo Natale nel Ferragosto scorso quando ci siamo giocati tutto, perché il virus era alle nostre spalle solo per pugnalarci. Scordiamoci i grandi cenoni con le famiglie allargate“.