Autunno caldo, scopriamo cos’è, cosa significa e perché si dice

L’espressione “Autunno caldo” è entrata a far parte del dizionario italiano, ma da dove nasce? Cosa significa? E perché si usa? Scopriamolo.

Ci sono modi di dire che entrano a far parte del parlato di un’intera nazione poiché facenti parte di un periodo storico in cui assumono un significato determinato. Passato il periodo storico di riferimento continuano a far parte del bagaglio culturale linguistico della popolazione. Spesso vengono utilizzati per definire situazioni similari a quelle da cui hanno avuto origine. Ma non è escluso che in altri casi vengano utilizzati in senso lato o con accezioni differenti a quella originale. Capita dunque, con il passare del tempo, che queste espressioni, definizioni o modi di dire perdano per molti il loro significato originale.

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In ambito giornalistico viene utilizzata spesso l’espressione ‘Autunno caldo’. Tale frase viene utilizzata per indicare un periodo di alta tensione sociale, quando questo si verifica nella stagione sopra indicata. Chiaramente si tratta di un riferimento forte, poiché riguarda un periodo storico importante per l’Italia e per tutti i cittadini. In questo modo, infatti, vengono definiti gli scioperi e le rivendicazioni sociali avvenute nel nostro Paese alla fine degli anni ’60.

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Autunno Caldo: il periodo in cui i lavoratori hanno ottenuto la tutela dei diritti

La fine degli anni ’60 è stato un periodo sociale intenso. La guerra era ormai finita da un ventennio e le nazioni occidentali sperimentavano un benessere mai avuto prima. Dopo il boom economico, l’Italia si trovava in una situazione positiva a livello economico, con industrie e fabbriche che producevano ad alto regime e un Pil positivo. Merito di questa condizione economica era sicuramente l’aiuto economico fornito dagli Usa (il famoso piano Marshall). Tuttavia c’erano ancora diverse cose da sistemare.

Il miglioramento delle condizioni generali non era stato uniforme. Se i proprietari di aziende e industrie si arricchivano, gli operai continuavano a vivere e lavorare in condizioni di pericolo e instabilità. Così nel ’69, ad un anno di distanza dall’inizio delle manifestazioni studentesche in cui si chiedevano pari diritti per gli studenti di tutte le classi sociali, gli operai scesero in strada per richiedere allo stato una tutela dei lavoratori.

Quel periodo venne definito autunno caldo proprio per via delle manifestazioni, degli scioperi, delle occupazioni di Università e fabbriche e degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Azioni di protesta finalizzate a chiedere la tutela dei diritti e che congestionarono l’economia del Paese. Proprio grazie a quei movimenti, il governo venne costretto a legiferare in materia: nacque lo statuto dei lavoratori e vennero riconosciuti a tutti i diritti di cui ogni lavoratore oggi può usufruire.

A questo periodo risale anche la strage di Piazza Fontana attentato che scosse e cambiò per sempre il Paese. Si tratta di un evento slegato dalle lotte operaie, ma inerente ad un periodo indicato come “strategia della tensione”, generato da un decennio di instabilità politica e sociale.