Fabrizio Corona: “Così hanno cercato di uccidermi, morirò ammazzato”

Attraverso il “Corriere della Sera”, Fabrizio Corona si racconta a tutto tondo.

In uscita con l’autobiografia “Come ho inventato l’Italia”, Fabrizio Corona si racconta in una lunga intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, attraverso la quale ripercorre la sua vita, i procedimenti giudiziari che lo hanno visto protagonista, rivelando fatti inediti, come i due tentati omicidi commissionati ai suoi danni. Nella fattispecie, Fabrizio ne racconta uno nei minimi particolari:

“C’era un mio cliente nipote di un potente molto celebre nella storia d’Italia – che mi fa causa: secondo lui, gli dovevo dei soldi. Ma la regola della malavita è che, se fai causa, non puoi mandare il recupero crediti. Se hai messo le carte in mano alla madama (alla polizia) non puoi mandare il balordo a pestare il debitore: se no, la madama fa due più due. Non puoi stare col male e col bene. Chiaro? Arrivano in ufficio due albanesi. Uno dice: Corona, hai un problema con xx, vedi di dargli i soldi immediatamente. E io: ah sì? Usciamo e vediamo. Scendo, il mio autista mi segue e scatta la rissa. Accorrono baristi, tabaccai, gli albanesi scappano. Dopo un po’, un tale mi dice che c’è uno pesante di una famiglia balorda che mi vuole parlare. Era grossissimo e sul cucuzzolo della testa rasata aveva tatuata la sigla Acab: all cops are bastards, tutti i poliziotti sono bastardi. Mi dice: sono venuti due albanesi per comprare una pistola e noi, prima di vendere una pistola, vogliamo sapere a che servirà». L’arma sarebbe servita, a detta di Corona, per gambizzarlo”.

Corona, però, tiene a precisare di non essere un criminale:

“Non sono mai stato un criminale, sono un furbo navigato che non fatto male alla povera gente, ma ha sfruttato e fregato un sistema già di per sé corrotto… Ho fatto sei anni di carcere, anche in quelli di criminali efferati, gente di cui ho dovuto essere amico per salvare la pelle e che, quando escono, sanno dove trovarmi. Ora, magari arrivano e dicono: prestami diecimila euro. E io: ‘sto cavolo. Poi, dai domiciliari, esco per andare allo Smi, un centro di recupero di esecuzione penale, e lì ci sono altri criminali, che pure vogliono favori. Prima, davo retta, ora, fingo di non sentire, li mando a quel paese. E questa è gente che se la prende. Tanti mi vorrebbero morto”.

Si definisce, piuttosto, un anarchico che, da quando a 14 anni ha battuto la testa in una piscina vuota, non è stato più lo stesso:

“Ho vissuto dall’interno tutto quello che ha segnato questo Paese: la moda, Tangentopoli, il berlusconismo… Ora, immagino d’aver creato questo mondo a mia immagine e somiglianza, perché l’ho strumentalizzato, ci ho guadagnato e l’ho colpito da anarchico. Il mio obiettivo era entrarci per distruggerlo, perché mio padre, da quel mondo, è stato sconfitto e io l’ho voluto vendicare”.

Per quanto riguarda il figlio Carlos Maria, dichiara:

“All’inizio era un progetto editoriale. A quei tempi, non esistevano i social, però c’era la copertina, la sfilata col pancione, l’esclusiva del parto… Oggi, il 99 per cento degli influencer ha figli come progetto editoriale. Fedez e Ferragni coi figli aumentano le visualizzazioni, vendono emozioni, monetizzano”.

Fabrizio Corona: “Con Nina Moric e Belen Rodriguez non era amore”

Infine, facendo riferimento alla sua vita sentimentale, rivela di non essere mai stato innamorato dell’ex moglie Nina Moric e di Belen Rodriguez:

“Chiamo mia madre di continuo, ma da piccolo mi sentivo sempre il meno amato. Il mio autosabotaggio nasce lì: se amo e sono bravo, temo di restare fregato. A Nina Moric e Belen ne ho fatte di ogni. Infatti, oggi so che non era amore. E anche nella vita ne ho combinate sempre tante per dirmi che me l’ero cercata”.

Maria Rita Gagliardi