Una possibile vendetta al centro della vicenda del sesso fra vigili in auto

Una microspia posta nella macchina dove i due vigli di Roma sono stati sorpresi a fare sesso. La vigilessa aveva da poco presentato una denuncia per violenza sessuale. Possibile vendetta?

La vicenda della coppia di vigili scoperti a Roma a fare sesso in macchina ha destato scalpore. Ma ora emergono particolari che mettono a nudo una possibile vendetta trasversale. La vigilessa aveva, inoltre, da poco presentato una denuncia per violenza sessuale. Pochi anni fa era stata anche vittima di abusi da parte di un altro vigile.

I due vigili della Polizia locale di Roma Capitale sono stati scoperti a fare sesso nei pressi di un campo nomadi, il tutto “grazie” alla radio che avevano dimenticato accesa. Una dimenticanza questa che lascia abbastanza perplessi. Infatti, per accendere la radio è necessario un codice. Resta difficile, quindi, pensare che possa essere successo per una distrazione accidentale.

Sesso fra vigili in auto a Roma, possibile vendetta?

L’ipotesi che sta prendendo forza oggi è quella che una terza persona potrebbe aver inserito una microspia all’interno della vettura. La storia dell’audio, inoltre, risale addirittura all’agosto scorso ed è difficile ipotizzare che essa sia saltata fuori solamente ora.

Inoltre, una circolare di Roma Capitale dispone che il servizio notturno di vigilanza davanti ai campi rom debba essere obbligatoriamente svolto da almeno tre vigili. Tantissimi misteri, dunque, avvolgono la vicenda.

Intanto i due vigili sarebbero già stati trasferiti d’ufficio: lei a Monteverde e lui all’Aurelio. Se il comportamento scorretto dei due vigili dovesse essere accertato dalle indagini, per loro scatterebbe la diminuzione dello stipendio o addirittura la sospensione dall’incarico.