Avvocatessa rinuncia a difendere un uomo accusato di omicidio verso la compagna: “Non sono serena”

L’avvocatessa Rossana Rovere ha rinunciato a difendere un uomo accusato di omicidio verso la sua compagna: “Non posso assumere le difese di quest’uomo”.

Giuseppe Forciniti, di anni 33, ha ucciso a coltellate la sua compagna, Aurelia Laurenti, a Roveredo in Piano in provincia di Pordenone. Sembrava una famiglia normale, con anche due figli, uno di otto e l’altro di tre anni. Ma l’apparenza inganna. In seguito a una colluttazione, l’uomo ha ucciso a coltellate la compagna 32enne.

Questa la confessione dell’uomo in Questura: “Lei mi ha aggredito in camera da letto, ha poi cercato di colpirmi con un coltello. Ne è nata una colluttazione durante la quale l’ho colpita, ma una sola volta”. Tale versione dell’uomo è in pesante contrasto con quanto accertato dal medico legale, che ha accertato che i colpi inflitti alla donna sarebbero in realtà otto.

Oltre al terribile omicidio, ciò che colpisce è la reazione della donna scelta dell’uomo per la sua difesa, l’avvocatessa Rossana Rovere. La donna, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, una volta presentatasi in Questura ha declinato l’incarico.

Rossana Rovere rinuncia all’incarico: “Non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”

La Rovere, dopo la sua convocazione in Questura, ha rinunciato all’incaricato con queste parole riportate all’Ansa: “Non sono serena, non posso accettare l’incarico. L’indagato mi conosceva e ha indicato me quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso accettare l’incarico. In questi minuti si sta procedendo a indicare l’avvocato d’ufficio: io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”.

L’avvocatessa Rossana Rovere non se l’è sentita di difendere l’uomo, essendo lei da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne.