Oscurare il Sole: il piano per proteggere Città del Capo dal disastro del Day Zero

il progetto per scoingiurare la siccità totaleCittà del Capo rischia di rimanere senz’acqua entro il 2100. Gli scienziati hanno messo a punto un piano per ‘nebulizzare’ la stratosfera creando nuvole che oscurino i raggi del Sole

“Oscurare” il sole per difendersi dalla siccità. Può sembrare un’idea folle ma è un progetto che esiste da tempo e che potrebbe in un futuro non troppo lontano vedere la ‘luce’ per ridurre l’effetto serra. La preoccupazione a Città del Capo è forte: si tratta infatti della prima metropoli al mondo che potrebbe rimanere, se non si fa qualcosa per evitarlo, senza risorse idriche e i sudraficani hanno chiamato quel giorno Day Zero, una sorta di punto di non ritorno dopo il quale i danni saranno pressochè irreversibili. Già nel 2018 si temeva l’imminente arrivo del Day Zero ma grazie ad un razionamento delle risorse idriche e ad una serie di precipitazioni la siccità era stata scongiurata. Ma, come sottolineano gli esperti, “l’apocalisse è solo ritardata” a meno che non si intervenga subito contro il riscaldamento climatico.

Da qui l’idea di un piano di raffreddamento progettato dai ricercatori dell’Università di Città del Capo, in collaborazione con l’Università norvegese di Scienza e Tecnologia e il Centro Nazionale americano per la Ricerca Atmosferica. Ma come funziona? Il piano prevede di iniettare nella stratosfera particelle di gas riflettenti e oscuranti in grado di attenuare i raggi del sole. Non è un’idea nuova dato che circola da tempo ma di recente il piano è stato messo a punto in tutti i suoi dettagli e come riportato dagli studiosi sulla rivista Enviromental Research Letters è pronto e funziona. Utilizzando grandi palloni stratosferici si andrebbero ad iniettare a 25 km di altitudine milioni di tonnellate di anidride solforosa, andando di fatto a formare nuvole che riflettano i raggi del sole. Riproducendo in modo artificiale gli effetti di un’eruzione vulcanica.

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I rischi del progetto a livello globale

I rischi però non sono da escludere e riguaderebbero il sistema climatico globale, anche se la nebulizzazione della stratosfera permetterebbe di limitare a meno di un grado e mezzo il riscaldamento riducendo il rischio di un Day Zero entro il 2100 del 90%. Ma, sottolinea Anthony Jones, dell’Agenzia meteorologica britannica “è impossibile stabilizzare il clima dovunque e in modo costante”. E “una volta liberati nella stratosfera, gli aerosol ci resteranno almeno per un anno, e nessuno potrà più controllarli né controllarne gli effetti” ha aggiunto Olivier Boucher, del laboratorio di Meteorologia Dinamica del Cnrs francese. Le possibili conseguenze potrebbero essere: un repentino aumento delle precipitazioni, tempeste anomale o un cambiamento delle correnti. Dunque il piano prioritario rimane sempre la limitazione dei gas ad effetto serra.