Salvini ricorda Maradona, ma nel 2013 lo attaccava così: “Prende in giro gli italiani”

Il leader della Lega su Facebook ha ricordato il fenomeno argentino, scomparso due giorni fa. Ma nel 2013 a lui riservava ben altre parole: “Prende in giro gli italiani”.

Matteo Salvini e la coerenza non sono mai andati d’accordo. L’ennesimo cambiamento d’idea si è registrato anche in occasione della morte di Diego Armando Maradona, il fenomeno argentino che ha fatto innamorare tutti del gioco del calcio.

Su Facebook, il leader della Lega ha ricordato così il fenomeno argentino: “Un genio unico, assoluto e irripetibile del calcio mondiale. Una preghiera. #Maradona”.

Ma nel 2013, sempre su Facebook, la sua idea su Maradona era opposta: “Maradona che prende in giro gli italiani. Fazio che lo abbraccia. Sulla televisione pubblica. Pagata da noi. Italia paese di m…a. Basta Rai, indipendenza”.

Salvini e la sua incoerenza su Maradona. Il ricordo di Moggi: “Il migliore al mondo. Vedo molte persone che insultavano Maradona, che da ieri pomeriggio lo osannano”

Oltre al cambiamento d’idea di Salvini, sono da registrarsi anche le parole di Luciano Moggi. L’ex dirigente sportivo ha vissuto da vicino il Pibe de Oro nei suoi 5 anni da dirigente a Napoli. Questo il suo ricordo e l’attacco a chi insultava l’uomo e ora lo difende: “Vedo molte persone che insultavano Maradona, che da ieri pomeriggio lo osannano. Io l’ho vissuto, giorno e notte, per i 5 anni in cui siamo stati assieme a Napoli: inutile dire che fuoriclasse fosse sul rettangolo di gioco. Da professionista, è stato sicuramente il migliore al mondo, il numero uno”.

E ancora: “Nessuno al pari mio, del presidente Ferlaino e dei suoi compagni al Napoli lo ha potuto conoscere e vivere, come uomo. Gli volevo bene come a un figlio. Da qualche ora sembra che tutti siano andati a pranzo con lui, ma non è così. Bisognava correggerlo e riprenderlo spesso, da calciatore: non era professionale, saltava gli allenamenti. Ma non riuscivo mai, nessuno riusciva, a essere adirato con lui. Era spontaneo, faceva quasi tenerezza, quando ti guardava. Non ho motivo di raccontare altre cose, di aneddoti ce ne sono a iosa”.