Caso Eriksen, cosa c’è dietro il poco utilizzo del danese all’Inter?

Eriksen ai ferri corti con la società, con Antonio Conte e con tutto l’ambiente interista. Cosa si nasconde dietro questa situazione spiacevole?

Il 28 gennaio 2020 l’Inter acquistò Eriksen dal Tottenham per la cifra di 27 milioni di euro. Con un vero e proprio colpo di mercato, il tanto agognato top player finiva nelle mani di Antonio Conte. Ma non tutto è andato come ci si aspettava. Nella passata stagione fra campionato e coppe, le presenze del danese furono 26 (poche delle quali da titolare) e i gol appena 4 (solo 1 in campionato). Quest’anno la situazione è peggiorata ed Eriksen è sceso in campo solo in 7 occasioni per un totale di appena 218 minuti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’ingresso in campo del danese a pochi secondi dal termine dello scorso match di campionato Inter-Bologna, vinto dai nerazzurri per 3-1. Cosa c’è dietro questi continui ingressi in campo a poco dal termine di ogni match?

Molti hanno ipotizzato che la cosa sia legata al Decreto Crescita. Il danese percepisce 7,5 milioni di euro all’anno, ma, grazie a tale legge, i nerazzurri pagano una spesa sul lordo vantaggiosa di circa 11 milioni l’anno. Nulla, quindi, legato alle presenze del giocatore. Il vantaggio, sia il giocatore che la società, lo hanno già avuto alla firma del contratto (in scadenza a giugno del 2024). Questo nuovo regime fiscale per i calciatori provenienti dall’estero sta agevolando notevolmente le squadre di calcio di Serie A.

Inter, cosa c’è di anomalo nel trattamento di Eriksen? 

Sono circolate anche voci che spiegavano come la scelta di Conte di inserire Eriksen alla fine di ogni match sia dovuta a un fatto legato alle presenze. In pratica, come se il giocatore per ottenere particolari bonus dovesse raggiungere un certo numero di presenze. Questo attenuerebbe il caso. Ma in realtà non è così, come sottolineato anche da Franco Vanni, giornalista de ‘La Repubblica’: “La voce secondo cui Antonio Conte farebbe fare qualche minuto ad Eriksen per aiutarlo a raggiungere un fantomatico bonus legato alle presenze, è ovviamente una balla”.

Dietro al poco utilizzo del 28enne danese, dunque, non ci sarebbe nulla di strano o anomalo. Semplicemente il giocatore non sembra essere funzionale al gioco proposto dal tecnico ex Juventus. Il trattamento riservato al forte trequartista ex Tottenham non sta piacendo né ai tifosi né a molti addetti ai lavori. Il giocatore probabilmente partirà nella prossima finestra di mercato, ma il suo valore si è nettamente svalutato. Sicuramente una perdita per la società nerazzurra, che aveva investito notevolmente sul giocatore appena 11 mesi fa.