Maltempo in Italia, si contano i danni. Zaia: “Ho già dichiarato lo stato di crisi”

Il maltempo negli ultimi giorni sta creando disagi in gran parte della penisola. E non è ancora finita. I danni maggiori in Veneto. Zaia: “Il turismo del macabro non ci serve”.

Il maltempo si sta abbattendo con forza in Italia negli ultimi giorni. i danni maggiori si stanno registrano in Veneto e in Emilia Romagna. Nelle province di Vicenza e Belluno i vigili del fuoco hanno dovuto compiere più di 1000 interventi. In tutta Italia, invece, se ne contano già oltre 2500. Il maltempo sta creando frane, smottamenti, rottura degli argini dei fiumi e danni per milioni di euro.

Il governatore del Veneto Zaia ha già dichiarato lo stato di crisi: “I danni sono tanti, più di qualche centinaio di milioni di euro. Nel 2010 avevamo avuto più di un miliardo di euro di danni, penso che questa volta con meno devastazione staremo più bassi, ma andiamo verso il mezzo miliardo di euro. Il maltempo ha fatto cadere sulla Regione 624 millimetri d’acqua, contro i 586 di dieci anni fa: le opere idrauliche fatte hanno funzionato. Ho già dichiarato lo stato di crisi”.

Zaia, inoltre, ha sconsigliato alle persone di recarsi nei luoghi più colpiti: “Non escludo di fare un’ordinanza, ma prima dobbiamo fare i sopralluoghi. Ieri abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che rispedivano a valle tutti quelli che arrivavano in montagna: per favore non intralciate i lavori di soccorso in montagna. Il turismo del macabro non ci serve”.

I danni causati dal maltempo stanno creando difficoltà in diverse zone del nostro Paese

Nelle campagne del Veneto e dell’Emilia sono aumentati a dismisura i danni e i disagi, specie in campagna. Moltissimi terreni, magazzini e attrezzature sono finite sotto acqua e fango. Inoltre, frane e smottamenti continuano a generare difficoltà alla circolazione. C’è il rischio che le coltivazioni sommerse dall’acqua marciscano, come affermato dalla Cia-Agricoltori Italiani, dopo un primo monitoraggio. Sarebbero già ora milioni i danni all’agricoltura.

La situazione non accenna a migliorare e nelle prossime ore è scattata l’allerta anche in altre zone della penisola: Alto Adige, Campania, Basilicata, Lazio e Abruzzo, oltre alle già citate Veneto ed Emilia Romagna.