Prosciolto Pietro Spina, l’uomo che uccise il figlio autistico e poi tentò il suicidio

Pietro Spina, l’uomo che nel 2016 a Vespolate uccise il figlio autistico di 22 anni e poi tentò il suicidio, è stato prosciolto. Secondo i periti “era incapace di intendere e di volere”. Dopo la morte della moglie, aveva paura che il figlio potesse in futuro rimanere senza assistenza.

Era il 7 novembre 2016 quando Pietro Spina uccise il figlio autistico di 22 anni e poi tentò il suicidio. L’episodio avvenne a Vespolate, in provincia di Novara. L’uomo era rimasto vedovo da poco più di un anno e non resse all’ipotesi che suo figlio potesse rimanere solo un giorno e senza assistenza. Ciò fu alla base del drammatico gesto dell’uomo, che venne rinchiuso nel reparto di psichiatria del carcere di Torino.

Come racconta oggi il quotidiano ‘La Stampa’, l’uomo non può essere processato per un omicidio commesso in assenza di facoltà mentali. Infatti, l’uomo quella notte, a detta dei periti del tribunale, era “incapace di intendere e volere”.

Prosciolto Pietro Spina. I periti del tribunale: “Era incapace di intendere e di volere”

Il medico legale ha giudicato Pietro Spina “non socialmente pericoloso”. Nella giornata di ieri il gup di Novara Andrea Guerrerio ha prosciolto l’uomo, accogliendo le richiese congiunte del pm Paolo Verri e del difensore Tommaso Costa.

Andrea, ventenne autistico, dopo la morte della madre per un tumore, era con il padre quel weekend. Pietro Spina aveva chiamato la comunità Casa Nazareth di Morghengo, dove il ragazzo era ospite durante la settimana, specificando come il figlio si sarebbe trattenuto a casa un giorno in più rispetto alla norma. L’uomo soffocò il figlio Andrea con una corda e poi ingerì alcol e barbiturici, dopo aver rotto una tubatura del gas. I soccorsi arrivarono in tempo e salvarono l’uomo dal suicidio.

L’Angsa di Novara, cioè l’associazione dei genitori dei ragazzi autistici, conosceva bene la famiglia Spina. In seguito all’omicidio aveva chiesto la scarcerazione dell’uomo: “Ci sono situazioni in cui tutto sembra nero…”.