“Il controrivoluzionario Zam è stato impiccato”: l’annuncio della tv di stato iraniana

Fatale gli è stato un canale Telegram, fondato nel 2015 e chiamato ‘Amadnews’ (o anche ‘Sedaiemardom’, traducibile come ‘La Voce del Popolo’).

Il giornalista iraniano dissidente Ruollah Zam è stato giustiziato in un carcere del suo Paese nelle prime ore di oggi, sabato 12 dicembre.

Dapprima rifugiato in Francia, dove era stato messo sotto protezione dal governo di Parigi, era stato arrestato nel 2019, al ritorno in Iran.

Classe ’78 e figlio di Mohammad Ali—Zam, riformista che ebbe incarichi politici negli anni ’80 e ’90, aveva iniziato a militare contro il governo già nel 2009, dopo le contestate elezioni presidenziali: allora fu messo in carcere per alcune settimane ma solo lo scorso giugno era stato condannato a morte, accusato di aver incitato le proteste di piazza che infiammarono il Paese nel 2017 e nel 2018.

La notizia dell’esecuzione è stata diffusa attraverso la televisione di stato iraniana: “il controrivoluzionario Zam è stato impiccato in mattinata dopo che la sua condanna è stata confermata dalla Corte Suprema a causa della gravità dei crimini commessi contro la Repubblica islamica dell’Iran”.