Covid e Natale, cosa accadrà? Le ipotesi sul tavolo

Lockdown a Natale

Le folle nelle vie del centro delle città italiane per lo shopping di Natale nel fine settimana hanno messo in allerta governo ed esperti.
L’arrivo di misure più rigide sembra dunque essere una certezza, anche se – a differenza della Germania, da domani in lockdown nazionale – la curva epidemiologica sta scendendo.

Il comitato tecnico scientifico ha espresso grande apprensione su un possibile allentamento delle misure, perché potrebbe compromettere una nuova crescita della pandemia.
I risultati di comportamenti errati arriverebbero proprio a gennaio, quando invece il Paese dovrebbe ripartire. L’obiettivo è chiaro: scongiurare la terza ondata.

Al momento, le principali ipotesi al vaglio sono due.

Ipotesi zona rossa nei giorni festivi e prefestivi
Decretare l’Italia in zona rossa nei festivi e prefestivi, dunque 24-25-26 dicembre, 31 dicembre e 1, 5 e 6 gennaio.
Ad essere convinti della necessità di un nuovo lockdown, con negozi e ristoranti chiusi, solo con i servizi essenziali aperti e impossibilità di spostarsi, i ministri Dario Franceschini, Francesco Boccia e Roberto Speranza.
Praticamente, come a marzo scorso quando si poteva uscire di casa solo per urgenze e necessità e con l’autocertificazione in tasca.
La zona rossa nazionale nei festivi e prefestivi non vede però d’accordo tutti nel governo e nella maggioranza. E poi c’è il nodo ristori: la chiusura di negozi, bar e ristoranti spingerebbe inevitabilmente i gestori a chiedere un ulteriore sostegno economico.

Ipotesi zona arancione fino alla Befana con coprifuoco anticipato
Una stretta più leggera, con i negozi aperti ma con la chiusura di bar e ristoranti e coprifuoco dalle 18, o più probabilmente alle 20, per fermare cene o ritrovi in case private.

“Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale – dice il ministro della Salute Roberto Speranzaspero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata”.
Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia chiarisce: “E’ necessario essere cauti e rigorosi. Fare il lockdown ha anche l’obiettivo di riportare le reti sanitarie in condizioni di reggere se la terza ondata arriva”.