Covid, Ippolito: “Muoiono 600 persone al giorno, ma sembra che la cosa non interessi a nessuno”

Duro sfogo di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani e componente del Comitato tecnico-scientifico.

Il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, si è sfogato duramente in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Queste le sue dichiarazioni: “Angela Merkel è andata in tv a scongiurare i suoi concittadini di limitare i contatti e rimanere a casa il giorno in cui è stato raggiunto il record di 590 decessi. In Italia muoiono in media 600 persone al giorno dall’inizio di novembre, ma sembra che la cosa non interessi a nessuno”.

Ippolito ha continuato: “Il virus è ancora lì e si diffonde sempre allo stesso modo. Esso è pericoloso oggi come lo era a marzo scorso e come lo sarà a marzo del 2021, se non saremo stati intelligenti durante le festività di fine anno”.

Il direttore scientifico dello Spallanzani ha rivolto anche qualche frecciatina verso chi ha minimizzato la pandemia nei mesi scorsi: “In Italia ci sono stati 30.000 decessi per il Coronavirus da quando, a fine maggio, qualcuno disse che il virus clinicamente non esisteva più”. Chiaro il riferimento a Zangrillo.

Ippolito sul vaccino: “Per quale motivo non dovremmo fare un vaccino che ci permetterebbe di tornare alla vita di un anno fa?”

Su un eventuale patentino di immunità per i vaccini, ecco cosa pensa Ippolito: “Quello del patentino a mio avviso è un discorso prematuro e le patenti sono autorizzazioni che necessitano di percorsi chiari e definiti. Oggi non sappiamo quale tipo di protezione forniscano questi nuovi vaccini che sappiamo essere efficaci nel prevenire la malattia. Se il vaccino previene anche l’infezione allora protegge non solo chi lo riceve ma anche gli altri; se invece il vaccino protegge dalla malattia ma non dall’infezione, serve solo a chi lo riceve”.

E ancora sul vaccino: “La strada è ancora tutta in salita e, sino a quando la campagna di vaccinazione non sarà capillare e raggiungerà percentuali superiori al 70%, non dovremo dimenticarci che le armi di difesa sono mascherine, distanziamento sociale e igiene. Per quale motivo, dopo tutto quello che abbiamo vissuto quest’anno, non dovremmo fare un vaccino, che si è dimostrato sicuro ed efficace nel 95% dei casi, che ci permetterebbe di tornare alla vita di un anno fa?”.