Claudio Trotta a NewNotizie: “Lavorare per un futuro sostenibile e una migliore prospettiva di vita per tutti”

Claudio Trotta

Produttore artistico italiano di fama internazionale, in oltre quarant’anni di attività Claudio Trotta ha realizzato concerti ed eventi live musicali di caratura mondiale. Numero uno della Barley Arts e riconosciuto promoter in tutto il mondo ci parla del difficile momento che attraversa il mondo dello spettacolo e della musica a livello internazionale e di una possibile ripresa delle attività live solamente tra qualche anno.

D: Quanto ha influito economicamente parlando, questa pandemia sul mondo dei live e della organizzazione degli eventi?

R: Il mondo del lavoro del live è devastato quasi ovunque, milioni di persone hanno e avranno ancora per lungo tempo problemi economici che influiranno sulle nuove generazioni. Si tratta di lavorare per un futuro sostenibile che generi una nuova economia che alimenti una migliore e più equilibrata prospettiva di vita per tutti

D: Lei che vive quotidianamente il comparto organizzativo e della gestione, quanto le manca “vivere”il palco e stare al contatto con gli artisti?

R: Mi manca la possibilità di svolgere il mio lavoro a servizio del pubblico e della creatività e fantasia di tutte le componenti della filiera. Mi manca la sfida quotidiana del superamento dei propri limiti e del bisogno costante della sperimentazione di nuove modalità organizzative e della diffusione della qualità e della Bellezza a 360 gradi della espressione artistica

D: Nei mesi del primo lockdown, numerosi artisti hanno utilizzato le piattaforme social realizzando piccoli live o comunque esibirsi. Condivide questa loro scelta di proporre musica e arte?

R: E’ importante non fare proprio il letale concetto del distanziamento “sociale” e del predominio della realtà virtuale a scapito di quella reale Nel rispetto di questa filosofia va bene tutto quello che sia più accessibile possibile. Non certo immaginare che lo streaming,il live on line o altro possano sostituirsi al live ma usarlo in aggiunta o promozione del live

D: Crede che la creazione di piattaforme streaming on line dove si possa usufruire di servizi a pagamento per i concerti, possa rappresentare una soluzione temporanea per il mondo dei live?

R: NO assolutamente NO bisogna ricominciare a lavorare live a primavera del 2021 privilegiando tutto il mondo maggioritario degli spettacoli di piccola e media dimensione mettendoli in sicurezza sanitaria ed economica. Moltiplicando il numero delle repliche nelle stesse città e se necessario facendo anche due spettacoli al giorno. Bisogna ridare fiato alle maestranze aumentando il volume complessivo del lavoro Impensabile invece tornare ai mega raduni negli stadi e in grandi spazi open air almeno fino al 2022 Lo streaming portato a modello sostitutivo del live è l’anticamera della disoccupazione di milioni di persone .Non è difficile prevedere che se dovesse prevalere questo modello non ci sarà alcun bisogno di strutture che ospitino spettacoli in giro per il mondo ,né di competenze e professionalità territoriali e che quindi il lavoro di qualche milione di persone e migliaia di aziende sarebbe cosi destinato a non essere più necessarie. Il risvolto sociale della disoccupazione forse non è ben considerato da chi sta promuovendo lo streaming.

D: Crede che nel 2021, il mondo live possa iniziare a portare di nuovo il pubblico negli stadi e nelle arene?

R: NO assolutamente NO forse nel 2022 ma non prima.

D: Da ascoltatore e appassionato di musica. E ‘più devoto al classic rock oppure c’è qualche gruppo rock “giovane” di livello internazionale a cui presta attenzione?

R: Sono affascinato da qualsiasi Musica che mi generi emozioni e sensazioni. Ogni giorno può e deve essere un giorno per vivere diversità e ricchezza musicale Non mi interessa l’età di chi la suona e della composizione ma solo l’intensità e la passionalità di quanto ascolto

Sergio Cimmino