Spagna, la disoccupazione causata dal Covid fa aumentare il numero delle squillo

Il Covid ha causato oltre 2 milioni di posti di lavoro persi. La disoccupazione dilagante ha favorito l’aumentare del mercato del sesso a pagamento.

I problemi legati alla pandemia non sono solo ed esclusivamente sanitari. In tutto il mondo sono aumentati in modo esponenziale i disoccupati. Anche in Spagna la situazione è drammatica e sono più di 2 milioni le persone che hanno perso il loro posto di lavoro.

I sussidi del governo spagnolo sono insufficienti per tantissime persone. In questo periodo molte donne, per ovviare ai danni causati dal Covid e alle perdite economiche, sono state costrette a iniziare a prostituirsi. In Spagna, il sesso a pagamento è molto sviluppato e sono molte le donne che organizzano incontri a sorpresa o bollenti video online.

Un sondaggio del quotidiano ‘El Mundo’ rivela come esistano più di 3mila case di tolleranza, di cui un 30% registrate come centri estetici e bar discoteche con hotel, tutti assolutamente in regola col fisco. Le lavoratrici del sesso sfiorano le 80mila unità e sono in netta crescita rispetto al 2019. Questo “mestiere” genere un importante giro d’affari annuale di 3 miliardi di euro, quasi lo 0,45% del Pil nazionale spagnolo.

Sono oltre 80mila le lavoratrici del sesso in Spagna. Mercato in netto aumento con la pandemia, a causa della disoccupazione

La tolleranza del paese iberico sta favorendo il crescere di questo mercato. La media nazionale della disoccupazione è di ben il 21%. Sono molte le donne, quindi, che per pagare affitti e bollette si “cimentano” nel sesso a pagamento.

A Madrid è nato anche il gruppo ‘Jovenes69’, una sorta di cooperativa, registrata come di estetiste, che annovera, studentesse ed ex impiegate ora disoccupate. Nerea è una delle fondatrici di questo gruppo. Queste le sue parole a ‘Il Giornale’: “Nessuno sa quando finirà la pandemia. Io vedo soltanto negozi chiusi e amiche licenziate. Alcune lo fanno per brevi periodi, per esempio quando devono pagare la retta universitaria, l’affitto arretrato, mettere qualcosa da parte o, semplicemente, se vogliono comprare qualcosa di particolarmente costoso”.

Anche Elena ha parlato, affermando come “un manager industriale mi ha affittata per una settimana, durante il lockdown. Mi ha chiesto certificato di non positività all’Aids e anche al Covid-19”.

La selezione per entrare nel gruppo ‘Jovenes69’ è durissima. Infatti, non bisogna superare i 35 anni d’età e le ragazze devono essere attraenti e disponibili a esaudire ogni richiesta.