Molestata dal collega mentre guardano un film in ufficio: 34enne incarcerato per 3 mesi

dura condanna per l'uomoDovrà passare tre mesi in carcere per aver molestato la sua collega in ufficio: le ha messo le mani addosso in diverse occasioni

Ha molestato il collega mentre stavano guardando un film sul computer sul posto di lavoro. Per tale episodio, avvenuto nel 2016, nelle scorse ore un uomo di 34 anni è stato condannato a tre mesi di carcere: allora la vittima aveva 20 anni e inizialmente non ha voluto denunciare l’accaduto, temendo che questo gli sarebbe costato il lavoro. Ma quando l’uomo ha ripreso a fargli avances sessuali indesiderate nei mesi successici, ha deciso di rivelare tutto. Stando al suo racconto il 34enne le avrebbe chiesto anche di togliersi l’apparecchio per praticargli sesso orale. Mercoledì scorso l’uomo si è dichiarato colpevole di molestie e prima di confermare la sentenza sono stati presi in esame tutti gli episodi: nel corso del processo è stato confermato che i fatti sono avvenuti intorno alle 13:00 del 23 luglio 2016, in una stanza del loro posto di lavoro nella quale erano state spente le luci.

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La ricostruzione dei fatti

L’uomo avrebbe tenuto la mano della vittima massaggiandola, prima di mettere la sua mano sull’addome della ragazza, massaggiandola ma lei l’avrebbe allontanata. A quel punto avrebbe chiuso la porta mettendo con forza le mani sotto la maglietta e fermandosi solo quando lei gli ha dato un forte pizzicotto al braccio e cercato di allontanarsi. A quel punto la donna ha cercato di voltarsi per fuggire ma lui l’ha trattenuta da dietro abbracciandola e mettendole le mani sulla vita. Poi ha iniziato a baciarle il collo e ha messo la mano sotto la sua maglietta, spostandola verso il suo petto, il tutto mentre la vittima stava lottando per liberarsi dalla sua presa. Nel chiedere una condanna a quattro mesi di reclusione, il sostituto procuratore Emily Koh ha messo un punto fermo sul modo palese e insistente con il quale l’uomo ha commesso il reato. “Gli atti di molestie non erano solo fugaci, ma erano sempre più intrusivi tocchi di aree private”, ha detto. “Non aveva alcun rimorso nel commettere i reati sul posto di lavoro.” L’avvocato dell’uomo Amarick Gill ha detto che l’uomo è estremamente pentito per le sue azioni e si scusa con la vittima. Avrebbe potuto rischiare una condanna fino a due anni, oltre alla fustigazione prevista nel paese (Singapore) per reati di questo tipo.