Muore per un infarto il 41enne Adriano Urso, apprezzato pianista jazz della Capitale

L’artista aveva intrapreso l’attività di fattorino in questi tempi di pandemia. Egli è morto mentre spingeva la sua macchina rimasta ferma.

In seguito alla scoppio della pandemia e alla conseguente crisi dei lavoratori dello spettacolo, Adriano Urso aveva deciso di intraprendere l’attività di fattorino per Just Eat. L’apprezzato pianista jazz della scena romana consegnava la cena a domicilio a diversi clienti nelle ore serali. Ma un evento tragico è successo il 10 gennaio scorso. Urso è stato colpito da un infarto mentre stava spingendo la sua auto rimasta ferma per strada durante le consegne. L’artista aveva 41 anni.

La sua macchina ferma e lui al di fuori di essa sono stati notati da due passanti, che hanno deciso di dargli una mano. Ma mentre tutti e tre erano intenti a spingere la macchina per farla ripartire, il cuore di Adriano Urso non ha retto.

Morto per infarto il pianista jazz Adriano Urso. L’artista stava spingendo la sua macchina rimasta ferma per strada

Urso era famoso un po’ in tutta Italia, esponente eccezionale della scena musicale ‘retrò’ e fratello di Emanuele Urso, clarinettista e batterista famoso col soprannome di ‘The King of Swing’. I due fratelli avevano condiviso il palco per parecchio tempo. Queste le parole di Emanuele: “Hai lasciato un vuoto incredibile ed incolmabile nella mia vita, ancora non posso credere che il mondo sia così ingiusto, addio fratello mio”.

Il Covid aveva obbligato l’artista a cambiare vita, a causa dell’annullamento di tutti i suoi spettacoli. Questa notizia ha sconvolto un po’ tutti. Ecco il ricordo degli amici del Cotton Club romano: “Arrivava guidando una macchina d’epoca (una Fiat 750 special, la stessa che stava spingendo negli ultimi istanti ndr), con un abito elegante di ‘altri tempi’, ventiquattrore e tabacco da fiuto… questo era Adriano. Questo post su Facebook è l’unico modo che abbiamo ora per esprimere la nostra gratitudine, è stato un onore per noi ed un gran piacere per il numeroso ed affettuoso pubblico che lo ha sempre ammirato ed acclamato”.