Oltre al danno la beffa, donna spia il marito fedifrago: condannata per violazione della privacy

Vicenda grottesca a Vallecrosia. Una donna cinquantenne, gelosissima del suo compagno e turbata dal cambio di atteggiamento di lui nei suoi confronti, decide di spiarlo. Acquista una microspia per intercettazioni a distanza e la collega ad una sim intestata a suo nome. A quel punto piazza la cimice nell’automobile del compagno e si mette all’ascolto.

Purtroppo per lei i suoi dubbi sono legittimi, la cimice registra i rapporti sessuali dell’uomo con la sua nuova fiamma. La vicenda è iniziata nel 2016 e in pochi mesi è iniziata la trafila giudiziaria. La donna, colpita nell’orgoglio, pensava di essere completamente dalla parte della ragione e invece si è vista condannata a 8 mesi di reclusione per aver violato la privacy della sua ‘vittima‘.

Il reato si chiama ‘illecite interferenze nella vita privata‘ ed è previsto dal codice penale (articolo 615 bis) anche se, la casistica riporta molti più episodi a carico degli uomini che delle donne. L’illecito è punibile a querela della persona offesa e il traditore ha denunciato la tradita.

Come se non bastasse, la donna si è vista applicare la misura condizionale subordinata al pagamento di mille euro di provvisionale e duemila euro di spese legali. Per il giudice Francesca Minieri di Imperia, l’uomo veniva stalkerizzato al punto di essere intercettato con una microspia e viveva in un vero incubo.