Coronavirus, l’allarme: “Se ci saranno altri lockdown, le imprese non resisteranno”

Mauro Lusetti

L’anno è appena iniziato e le prospettive non sembrano essere molto incoraggianti. Se da un lato, si spera nella somministrazione del vaccino, per fermare l’ondata di Coronavirus che sembra non volersi arrestare del tutto, dall’altro lato bisogna tuttavia tener conto, della situazione che sta coinvolgendo le imprese e non solo, e che rischia con questa nuova seconda ondata, di far sprofondare ancora di più una situazione già delicata e precaria.

Le continue crisi di governo inoltre, non aiutano. Proprio a tal proposito, il presidente della Legacoop, Mauro Lusetti, ha espresso la propria opinione: “Se ci saranno altri lockdown, le imprese non resisteranno. La crisi di governo deve finire, è incredibile: litigano mentre il paese rischia una rivolta sociale. E’ necessario che la classe politica si resetti“.

Senza azioni effettive e investimenti, molte imprese avranno difficoltà ad andare avanti:”Il decreto ristori può essere una boccata d’ ossigeno ma non basta. È evidente che soprattutto per alcuni settori, dal turismo alla cultura, alla ristorazione ma anche per l’ assistenza sarà necessario rinnovare lo stop ai licenziamenti, ma non può durare all’infinito. Non si può basare tutto sulle proroghe. In questi mesi si è iniziato a parlare di riforma delle politiche attive e degli ammortizzatori ma sono state fatte solo parole e annunci”.

Lusetti si sofferma sull’importanza di aiutare concretamente aziende e imprese 

Il presidente della Legacoop, si sofferma sull’importanza di misure concrete da parte non solo della classe politica, ma anche di quella dirigente nei confronti dei cittadini:”I posti di lavoro si creano con gli investimenti e dunque con un efficace utilizzo dei fondi del Recovery Plan. Prima finisce la battaglia politica, per altro lontana dalle reali esigenze del Paese, e meglio è“.

E ancora: “Il tema è ritrovare le ragioni che ci uniscono. L’ Italia avrebbe bisogno di uno Stato in grado di accompagnare, anticipare e creare le condizioni perché l’ apparato economico, in particolare quello del Nord, possa espandersi. E deve farlo soprattutto adesso che i ristori e le altre misure non possono essere usati per sostenere l’ economia sommersa, concentrata soprattutto al Sud. C’ è il rischio dare spazio alla criminalità organizzata. E le possibilità di un’ esplosione della rivolta sociale sono altissime“.

Lusetti spiega come, chiarezza, concretezza e semplificazione sono quindi le parole chiave sulla quale soffermarsi. Bisogna mettere in campo proposte che vengano attuate in tempi brevi, così da individuare tutti quei progetti che già dal 2021 possano prendere vita, così anche da stabilire e creare nuovi posti di lavoro. Se si ragiona attraverso una logica pluriennale, allora è possibile realizzare progetti con una stretta collaborazione tra privato, pubblico e privato sociale.