Chiacchiere, bugie, frappe: alla scoperta del dolce tipico del Carnevale dai tanti nomi

Chiacchiere

Il periodo di Carnevale si avvicina e con esso, anche le tante amate tradizioni dolciarie legate a questo momento di festa. Insieme alle “Castagnole“, le cosiddette “Chiacchiere“, rappresentano il dolce tipico per eccellenza. Vediamo di capire intanto di cosa stiamo parlando.

Per molti le chiacchiere, rappresentano un dolce tipico, legato al periodo dell’infanzia. Tantissime persone associano infatti questa ricetta, alle nonne o alle mamme, che proprio durante il periodo di preparazione del Carnevale, erano solite mettersi in cucina e deliziarci con questa sfoglia friabile e croccante, principalmente come vuole la tradizione, “rigorosamente” fritta in olio bollente, gonfia e piena di bolle, leggera al palato e croccante ad ogni morso, cosparsa da una bella manciata di zucchero a velo.

Come ogni ricetta, nel tempo si sono tramandate alcune piccole varianti, che riguardano principalmente la scelta degli aromi. Esse richiedono una preparazione di circa trenta minuti, con un aggiunta di una quindicina di minuti, riguardante la cottura.

Ricetta e nomi maggiormente usati per identificare il dolce tipico di Carnevale

Gli ingredienti sono molto semplici, come del resto è semplice questo dolce. La base è ottenuta da un impasto di farina, uova, burro e zucchero, alla quale va aggiunta una componente alcolica, che può essere: marsala, brandy, grappa, sambuca o acquavite. Una volta ottenuto il composto, l’impasto viene disteso e tagliato a strisce, per poi essere fritto in olio molto caldo ed essere spolverato con dello zucchero a velo.

Da qualche anno a questa parte, viene spesso adottata la variante al forno, sicuramente più leggera e in alcuni casi, è possibile trovare le chiacchiere, cosparse oltre che con lo zucchero a velo, anche con cioccolato fondente o miele. Come concerne per tantissime altre cose, posto che vai, nome che trovi. Eh si, perché in base alla regione, questo dolce può assume diverse denominazioni.

Quella più comune, maggiormente adottata è sicuramente quella di “Chiacchiere“, nome usato maggiormente nelle regioni dell’ Umbria, Sicilia, Basilicata, Molise e Calabria. La denominazione “Bugie“, viene invece usata, nelle regioni della Liguria e del Piemonte, “Cioffe” in Abruzzo, “Cresciole” nel Pesarese, “Cróstoli” nel Vicentino, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, “Frappe” in alcune zone delle Marche, dell’Emilia e del Lazio, in particolare nella zona Latina, o ancora, “fiocchetti” nella zona della Romagna costiera e Montefeltro.

Insomma, le varianti dei nomi usati sono veramente tantissime e sebbene non in tutti i posti o regioni, questo dolce venga identificato in maniera uguale, sicuramente la sostanza non cambia, rimanendo invariata e buonissima.