Saluto romano durante consiglio comunale: “Non devo giustificare nulla, questo è il mio modo di votare”

Cogoleto-Consiglio Comunale

Sta facendo molto discutere quanto avvenuto ieri, in occasione della seduta convocata dal consiglio comunale a Cogoleto, provincia di Genova. Tre consiglieri della minoranza vicino al centrodestra, avrebbero infatti utilizzato, durante la votazione di bilancio, il saluto romano al posto della tradizionale alzata di mano.

Un gesto, giudicato dal vicesindaco Stefano Damonte, molto grave, vista anche la coincidenza con la ricorrenza al “Giorno della Memoria“: “Una cosa molto grave, una scena assolutamente vergognosa a opera di alcuni esponenti della minoranza. Si tratta di gesti che devono essere sempre con forza condannati“.

L’accaduto è stato fortemente condannato anche dal sindaco di Cogoleto, Paolo Bruzzone che ha così commentato la vicenda: “Mi preme condannare con forza tale gesto, appartenente alla simbologia fascista, che evoca valori politici di intolleranza, odio e discriminazione razziale. Gesti come quelli di ieri, che mi auguro non si ripetano più in alcun modo, sono da stigmatizzare aspramente, ancor di più se commessi da rappresentanti delle istituzioni“.

Tutti contro il gesto dei tre consiglieri 

I tre consiglieri accusati di aver usato tale gesto sarebbero: Mauro Siri, Francesco Biamonti e Valeria Amedei. Persino Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria sarebbe intervenuto, dichiarando intollerabile quando accaduto, soprattutto considerando il fatto che si tratti di rappresentanti delle istituzioni.

A nulla sarebbe servito l’invito da parte del presidente del consiglio comunale, a  “scusarsi“, visto che il consigliere leghista Biamonti, avrebbe risposto come quello, rappresentasse semplicemente il suo modo di votare e di come, sarebbe anzi rimasto particolarmente offeso per le accuse rivoltegli.

Il gesto è stato fortemente criticato da molti cittadini sui social. Non resta dunque che aspettare per vedere se, e quali provvedimenti verranno presi in merito da parte del prefetto, al quale è stato chiesto di intervenire.

A testimonianza di quanto accaduto, di seguito ecco il video riportato dalla Iene.