2021 “psicologicamente difficile”: parla Crisanti, per cui siamo lontani dalla fine della pandemia

Andrea Crisanti

Se il 2020 è stato un anno difficile a causa della pandemia, il 2021 sarà forse l’anno più duro da affrontare da un punto di vista “psicologico“. Almeno questo è ciò che pensa Andrea Crisanti, docente di Microbiologia, nonché direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova.

Ospite al programma di La7, “Piazza Pulita“, il docente ha espresso alcune sue perplessità riguardo la pandemia, esponendo come siamo ancora ben lontani da uscire completamente da questa situazione. L’incertezza maggiore, riguarda in particolar modo le possibili varianti del virus, tra queste quella inglese che è quella al momento maggiormente diffusa nel nostro Paese.

Vanno viste come un fenomeno naturale. La maggior parte sono innocue, alcune volte però possono esserci cambiamenti diversi“, queste le parole usate da Crisanti. Attualmente il numero dei contagi in alcune parte dell’Italia, risulta essere in calo, complice anche l’impiego di tamponi rapidi che tuttavia, possono creare un effetto “apparente“. Di certo le chiusure natalizie hanno portato a dei risultati, riuscendo ad alleggerire la pressione sugli ospedali, ma non bisogna abbassare la guardia.

L’immunità di gregge è ancora lontana

In merito alla campagna vaccinale, Crisanti esprime i suoi disappunti: “Non si vaccina con questi livelli di trasmissione perché ci possono essere delle varianti che se sono resistenti al vaccino poi si trasmettono come un fuoco selvaggio“.

I vaccini al momento non sono neanche alla portata di tutti, quindi ora rappresentano un problema e lo scenario di una terza ondata non è certo ma non è neanche da escludere completamente. Essi rappresentano sicuramente una speranza, ma non devono essere tuttavia visti, come soluzione definitiva, poiché al momento non è possibile stabilire la durata dell’immunità.

Se l’immunità durasse un anno e tale sarebbe il tempo impiegato per la somministrazione dei vaccini, difficilmente si riuscirebbe a sviluppare un’immunità di “gregge“. Lo stesso vale per l’impiego della mascherina. Forse ci vorranno anni prima di tornare a uscire senza, visto che non si ha la certezza che chi è stato vaccinato, non possa comunque trasmettere il virus.