NN con Valentina Bisti: “Noi giornalisti abbiamo una grande responsabilità, nel libro storie di chi è riuscito a riemergere”

Valentina Bisti

Valentina Bisti, giornalista del tg1 e conduttrice televisiva Rai delle edizioni dal 2017 al 2019 di UnoMattina Estate ci racconta il suo libro ‘Tutti i colori dell’Italia che Vale’ edito dai Rai Libri. Un occasione per approfondire il momento delicato dalla pandemia e del ruolo del giornalismo a livello nazionale, ma anche per scoprire storie di riscatto, orgoglio e positività nate proprio dalla volontà di superare ed emergere dai momenti più bui e difficili.

D: Come nasce l’idea di realizzare un libro ricco di speranza, di testimonianze, di chi ha avuto la forza di reinventarsi, in questo periodo molto delicato per la nostra vita?

R: In realtà l’idea del libro nasce a dicembre di quest’anno quindi eravamo lontani dalle notizie di una pandemia che poi ci avrebbe travolti. Ho finito di scriverlo a fine febbraio e poi ovviamente l’uscita del libro è stata rimandata. Durante il lockdown ho deciso di inserire delle storie che ci riportassero alla mente il periodo difficile che stavamo vivendo, quindi ho inserito per esempio la figura di Rocca il capo della Croce Rossa che ci raccontava le difficoltà dei suoi uomini che ogni giorno intervenivano per salvare e per portare negli ospedali uomini e donne che stavano soffrendo e molti erano in fin di vita, ma ho voluto ad esempio, proprio in questa storia, raccontare la persona di Rocca che nella sua adolescenza negli anni della sua vita trascorsa ad Ostia aveva toccato il fondo della sua vita e poi ne era riemerso, ho raccontato anche la storia della preside di ferro che durante il lockdown ha cercato di aiutare i ragazzi di una periferia napoletana molto difficile che le hanno fatto comprendere come la solidarietà in quel momento era diventa un punto di forza di questi ragazzi deboli, disagiati che però avevano trovato in qualche momento difficile la voglia di reagire, certo raccontando poi altre storie che in qualche modo facessero emergere la forza di volontà, la positività di tante persone che nei momenti bui erano riuscite a riemergere, ho pensato che sicuramente potesse essere di esempio in un momento così complesso della nostra esistenza e poi devo dire che poi in questo anno di pandemia, in cui anche noi abbiamo perso un po di riferimento ed era difficile in alcuni contesti ritrovarsi, la storia di alcune persone che sorridono alla vita, che riescono a trovare energie, valori, potesse esserci in qualche modo di aiuto.

D: Lei è un volto noto del giornalismo nazionale, in questo periodo molto labile, difficoltoso per tutto quello che stiamo vivendo a livello mondiale, che rapporto ha con la notizia, è umanamente difficile informare le persone di qualcosa di devastante come una pandemia?

R: Si certamente noi giornalisti abbiamo una grande responsabilità nei confronti di tutti i telespettatori che ogni giorno ci ascoltano, la difficoltà è quella di reperire più informazioni più affidabili possibili, quindi in questo contesto di fake news che girano sui social, ma anche sui giornali è importante per noi affidarci a delle persone dei punti di riferimento, dei medici, degli scienziati che davvero possano essere comprensibili e che possano avere notizie in qualche modo verificate e corrette, io mi rendo conto di avere una grande responsabilità e cerco ogni giorno, quando devo fare un servizio o un intervistare una persona, cerco di essere il più chiara possibile, cerco di entrare dentro la testa, del pubblico che mi ascolta e quindi cercare delle informazioni più semplici e che possano arrivare in maniera corretta, incisiva, verso il mio pubblico, così da capire quale è la cosa giusta da fare in questo momento.

D: Lei è una giornalista di grande esperienza, e vive la notizia in modo giornaliero.Come è cambiato il nostro Paese e la nostra società negli ultimi anni da un punto di vista comunicativo?

R: Si ovviamente negli anni la società negli anni cambia, cambia anche per noi il modo di informare i telespettatori e i cittadini, informazioni sempre più veloci, più rapide, che corrono sui social, ma anche sui telefonini, sulle chat, quindi dobbiamo essere al tempo e veloci anche noi nel reperire informazioni, lo siamo sempre stati in questo momento ovviamente di più, a noi sta la responsabilità di fornire al cittadino e al telespettatore l’informazione più corretta possibile, perché mi rendo conto che nel mare magnum di notizie che ogni giorno escono fuori, noi dobbiamo scegliere quale notizia sia la più diretta e la più fondata, quindi cambiano i tempi, cambiano noi e anche i referenti, ma l’importante è stare al passo e cercare in qualsiasi informazione di dare delle notizie che siano state verificate, quindi non fermarsi alla prima notizia che magari può essere allettante, che magari può nascondere qualsiasi curiosità, ma nel caso è meglio andare fino , verificare, andare fino in fondo, chiamare gli esperti e farsi spiegare le notizie che magari sono un po’ fumose o delle quali possiamo dubitare.

D: Progetti per l’anno venturo? Continuerà a dedicarsi alla scrittura?

R: Progetti per il futuro continuare a fare quello che faccio adesso, a settembre ho ripreso il mio lavoro costante per il Tg1, con la conduzione del tg delle 13.30, sono state nelle zone rosse di Italia come la pandemia sta cambiando il nostro vivere quotidiano ed è quello che mi piace di più fare. Quindi seguire la notizia sul territorio, raccontarla come volto del telegiornale, libri si, potrei continuare a scrivere, ho tante idee vediamo se qualcuna mi alletta più delle altre, ma per me l’importante è continuare a fare il mio mestiere come ho sempre fatto con grande passione, con grande voglia di raccontare ciò che ci accade tutti i giorni.

Sergio Cimmino