“Non ho mai visto Yara Gambirasio”: Massimo Bossetti crede ancora nella giustizia e vuole uscire a testa alta

Massimo Bossetti

Era il 2010, quando il corpo della giovane 13enne, Yara Gambirasio, venne trovato senza vita nel campo di Chignolo d’Isola, in provincia di Bergamo. Un terribile caso di cronaca, che dopo diversi indagini, ha portato all’arresto e alla condanna all’ergastolo, il 44enne Massimo Giuseppe Bossetti.

A condannare il muratore di Mapello, furono alcune tracce di DNA, rinvenute sugli indumenti della giovane, associati all’uomo dapprima definitivo come “Ignoto 1“. Nel 2018, con la condanna definitiva all’ergastolo, da parte della Corte di Cassazione, il caso sembrava essere giunto ad una conclusione definitiva.

Ebbene a dieci anni di distanza dalla terribile vicenda, il caso potrebbe ora essere riaperto. Altri giudici potranno infatti pronunciarsi in merito alla visione degli abiti della giovane 13enne e del relativo DNA rinvenuto. Ricordiamo che tutti questi aspetti sono stati ampiamente trattati anche durante il corso della trasmissione, “Crimini e Criminologia“.

Massimo Bossetti: “I nuovi esami attesteranno che quel DNA non è il mio”

Massimo Bossetti si è sempre dichiarato innocente, definendosi estraneo ai fatti e sostenendo di non conoscere la giovane 13enne. Queste le parole infatti riporate dal suo avvocato, Claudio Salvagni: ” Io continuo a credere nella giustizia, voglio uscire da quel portone del carcere a testa alta. Non ho mai toccato e tanto meno ucciso Yara Gambirasio“.

L’avvocato di Bossetti è abbastanza fiducioso, poiché crede che la revisione degli esami, potrebbe portare ad un esito positivo, capace di scagionare il suo cliente, dalle accuse che lo hanno dichiarato colpevole. Si tratta solo di una questione di tempo, ma la verità, secondo il legale del muratore di Mapello è vicina.

Zone di “ombra” e “anomalie“, sono due punti che hanno caratterizzato sin dall’inizio, il processo di Bossetti. Un processo nel quale manca un elemento basico, il “movente“. Forte di quanto dichiarato e sostenuto sin dall’inizio di tutta questa vicenda, Bossetti appare molto contento e soprattutto molto positivo. Non ci resta che attendere e sperare che la giustizia faccia il suo corso, così da mettere finalmente la parola “fine“, a questa terribile vicenda.