Lotta al cancro: l’UE presenta un piano di “etichettatura nutrizionale obbligatoria“ per il 2023

Unione europea

In Italia e nel mondo in generale sempre più gente ormai muore a causa dei tumori. Molto spesso infatti ci troviamo ad essere vittime inconsapevoli di questo terribile male che non sempre trova un’origine bene precisa.

Il nostro modo di vivere e le nostre abitudini, contribuiscono in parte al delineare il confine tra “vita sana” e “non“. Tra queste abitudini, quelle alimentari svolgono sicuramente un ruolo molto importante. Quante volte ci siamo sentiti dire di non abusare troppo con determinati alimenti per via dei loro effetti non proprio “benefici“?, sicuramente tante volte.

A tal proposito l’Unione europea, a partire dal 2023, vorrebbe utilizzare delle etichette, che possano evidenziare l’aspetto “cancerogeno” di alcuni alimenti. Tra queste, sicuramente le carni rosse lavorate. Lo stesso vale anche per le bevande alcoliche.

Lo scopo di ciò è proprio quello di presentare un piano preventivo di lotta contro il cancro, evitando che questi possa arrivare nel 2035, ad essere la prima causa di morte nell’unione europea. Già l’anno scorso 2,7 milioni di europei si sono ammalati e l’ 1,3, ha perso la vita a causa della malattia. E’ dunque necessario intervenite in maniera tempestiva, al fine di aggirare, dove possibile, i “tumori evitabili“.

Questo è quanto spiegato da Stella Kyriakides, commissaria alla Salute, la quale mira a sensibilizzare e a mettere in luce, i possibili e principali fattori di rischio come: fumo, alcol, inquinamento, sostanze cancerogene e radiazioni, ecc. La commissione presenterà dunque una proposta di “etichettatura nutrizionale obbligatoria“.

Non vietare ma scegliere consapevolmente, in maniera sana e sostenibile

L’etichettatura è solo una delle misure volte alla prevenzione. A questa si aggiungono: miglioramento di accesso a diagnosi e trattamenti innovativi, miglioramento della qualità di vita, rivolto anche a quei pazienti che sono guariti e ovviamente screening precoce.

Lo scopo non è dunque quello di “vietare” ma di scegliere consapevolmente, in maniera sana e sostenibile, riducendo quindi la commercializzazione di prodotti alimentari “malsani“, favorendo quindi, anche un maggior consumo di frutta e verdura.

La proposta ha trovato forte dissenso da parte dell’ Associazione industriali delle carni e dei salumi. Il presidente Nicola Levoni, ci ha tenuto a voler precisare, come l’elemento dannoso non sia tanto nell’alimento in sé ma quanto, nel suo consumo, se elevato.

Anche nel mondo del vino sembrano essere emerse delle preoccupazioni. L’UE ha fatto presente di non volere etichettare il vino come sostanza tossica, considerando come questi, faccia parte di uno stile di vita europeo. Tuttavia l’obbiettivo è comunque quello di ridurre il consumo di alcol “nocivo“.