Spese pazze sedi estere Rai? Striscia la Notizia rischia dopo le accuse di Rai Scoglio 24

Rai Scoglio 24-Striscia la Notizia

Insieme a  “Forum“, storico programma televisivo, “Striscia la Notizia“, rappresenta di certo il programma più lungo nella storia della televisione italiana. La prima edizione, trasmessa su Italia 1, risale al 1988, per poi proseguire sin dall’anno successivo, sulla rete Mediaset.

Lo storico programma ideato da Antonio Ricci, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa, “AdnKronos” sarebbe al centro di una battaglia legale, dovuta ad una serie di servizi andati in onda in questi giorni. Come ben sappiamo, il programma satirico di Mediaset, ha da sempre focalizzato la sua attenzione, su temi di carattere politico e di spettacolo talvolta poco chiari.

Sotto accusa, i filmati relativi alle sedi estere del servizio pubblico, trattati all’interno dello spazio satirico “Rai Scoglio 24“,condotto da Alessio Giannone, meglio conosciuto da tutti con il nome di “Pinuccio“. Durante i servizi si punterebbe il dito sulle spese esagerate delle sedi estere della Rai, focalizzando l’attenzione tra le altre cose, alla sede di New York. In merito a questa, si parlerebbe di tre appartamenti destinati agli inviati, le quali spese sempre secondo quanto riportato, sarebbero sostenute dalla Rai.

L’UsigRai avverte: “Se il silenzio dei vertici aziendali dovesse proseguire si valuteranno ulteriori passi”

Affermazioni che risulterebbero false, motivo per il quale l’UsigRai (Unione Sindacale Giornalisti Rai), avrebbe chiesto di intervenire e smentire quando dichiarato, al fine di tutelare l’immagine dei propri dipendenti. Un silenzio, quello da parte dell’azienda considerato infatti “riprovevole“.

Proprio stamattina il fiduciario dei corrispondenti in accordo con l’Usigrai, avrebbe inviato una mail all’amministratore delegato Rai. “Se il silenzio dei vertici aziendali dovesse proseguire i corrispondenti valuteranno ulteriori passi anche legali per ottenere il rispetto dei propri diritti“. Questo quanto riportato. Il corrispondente Claudio Pagliara, ha già annunciato tramite il suo canale social di Twitter, di aver già dato mandato ai propri legali, segno che i primi segnali cominciano a farsi vedere.