Nuovo lockdown, Bassetti contrario: “Chiusure tempestive ma solo a livello locale”

Sono ormai alcuni giorni che si paventa l’ipotesi di un nuovo lockdown totale fino al 5 marzo. La congettura sembra uno scenario catastrofico per le tante attività, già molto provate da quest’anno di pandemia. Sebbene nelle settimane scorse l’arrivo dei vaccini annunciava l’inizio della fine dell’incubo, negli ultimi giorni sempre più esperti si sono detti favorevoli a nuove chiusure.

L’ultimo episodio clamoroso è la chiusura degli impianti sciistici. L’abbondanza di nevicate sembra quasi una beffa per gli amanti degli sport ad alta quota, ma soprattutto per le strutture ricettive montane. Molte di queste non hanno accettato di buon grado il fermo e addirittura c’è chi ha annunciato disobbedienza civile col mancato rispetto di un eventuale lockdown. E’ il caso di Craveggia, comune piemontese nella Piana di Vigezzo, dove i responsabili della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti.

Nonostante la decisione del Ministro Speranza sulla chiusura sia appoggiata da esperti, come il suo consigliere Walter Ricciardi Andrea Crisanti, c’è un altro dottore di parere molto differente. Si tratta, manco a dirlo, di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino a Genova nonché componente dell’Unità di crisi per il covid-19 della regione ligure. Per Bassetti, da sempre contrario a “inutili allarmismi” sul covid: “Se c’è bisogno di mettere un’area in zona rossa va fatto rapidamente, ma evitiamo di continuare a parlare di lockdown nazionale perché c’è qualcuno che è diventato un disco rotto.”

Nell’ intervista rilasciata ad Adnkronos Salute, Matteo Bassetti analizza la situazione attuale. “I numeri dicono che abbiamo il 5% dei positivi, le ospedalizzazioni sono calate e la situazione non è di emergenza. Guardando a quello che è successo un anno fa con i primi casi di coronavirus al Nord, è verosimile pensare che questo virus si correla con la stagione invernale e potrebbe esserci un aumento dei casi. Questa volta, però abbiamo gli strumenti per contrastare la pandemia. Se c’è aumento dei casi e dei ricoveri si dovrà intervenire a livello locale con le chiusure.”