Ordina un pasto con consegna domicilio e trova una bottiglia piena di urina

assurdo ritrovamento

Assurdo ‘incidente’ per il cliente di un’azienda che consegna pasti a domicilio: nel kit era presente una bottiglietta colma di pipì. Avviate le indagini

Ha fatto un ordine a domicilio di un pasto ma si è ritrovato tra le mani una bottiglietta piena di urina. L’incredibile episodio è avvenuto nel Regno Unito: un noto servizio di consegna pasti del Paese si è trovato costretto a scusarsi pubblicamente dopo l’assurda scoperta fatta da un cliente nel suo ordine. L'”ingrediente” indesiderato è arrivato all’interno di una bottiglia di Coca-cola e si trovava nel kit per pasti insieme al resto degli alimenti ordinati. “Ehi, lo dirò in modo semplice: perchè ho ricevuto pipì di qualcuno imbottigliata nel mio ordine?” ha scritto su Twitter Oliver McManus taggando l’azienda. Alcuni utenti hanno ipotizzato che potesse contenere succo di mela ma a quel punto McManus si è offerto di farla “annusare” agli scettici per appurare effettivamente cosa contenesse.

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Altri utenti hanno sottolineato che potrebbe essere stata accidentalmente lasciata lì da un magazziniere o da un addetto alle consegne: effettivamente quando è arrivata, ha spiegato il cliente, la scatola era già parzialmente aperta. “L’ultima cosa che vorrei è che qualcuno venga licenziato o vada nei guai a causa di questo incidente – ha sottolineato in un’intervista a The Indipendent – è un peccato che sia successo ma sono sicuro che ci porta a porci alcune domande sulle condizioni di lavoro nel Regno Unito”.

Il cliente: “Preoccupato per le condizioni di lavoro nel Regno Unito”

L’azienda è intervenuta su Twitter sottolineando che “mancano davvero le parole per descrivere quanto siamo dispiaciuti per l’accaduto”, scusandosi poi anche su alcuni media britannici. “Data la natura del tutto inaccettabile dell’incidente, stiamo indagando urgentemente, insieme alla società di consegna, per capire come sia stato possibile consegnare una scatola aperta e con all’interno questa bottiglia. Ci siamo scusati direttamente con il signor McManus e stiamo lavorando duramente per fare tutto il possibile per garantire che ciò non accada di nuovo”. Ma nel suo ultimo Tweet il cliente ha confermato di essere preoccupato per le condizioni di lavoro nel Regno Unito e di ritenere che nessuno debba essere licenziato per l’accaduto, aggiungendo inoltre che non immaginava che a così tante persone sarebbe importato quando gli è successo.