Origini del Covid, l’Oms indaga anche su tassi-furetto e conigli

Covid, a distanza di più di un anno dallo scoppio della pandemia, l’Oms sta ancora indagando sulle origini del virus.

Pipistrelli o pangolini? L’Oms aveva da sempre etichettato questi due animali come gli “incriminati” principali per la diffusione del virus che sta sconvolgendo il mondo. Ma la notizia di oggi data dall’Oms ampia la platea dei possibili animali diffusori del virus. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta concentrando su due specie in vendita sui banchi di Wuhan: i tassi-furetto e i conigli.

Mesi fa anche i visoni furono fra i principali sospettati per l’aver trasmesso il Covid all’uomo negli allevamenti intensivi.

Covid, anche i tassi-furetto e i conigli potrebbero aver trasmesso il virus all’uomo

Anche i conigli e i tassi-furetto, dunque, fra i potenziali sospettati per aver consentito il salto di specie, e aver trasmesso il nuovo coronavirus all’uomo.

Gli investigatori dell’Oms sono rientrati da pochi giorni da una missione di due settimane a Wuhan. Lo scopo della missione è stato quello di provare a individuare l’origine del Covid-19. Gli investigatori hanno lamentato le insufficienti informazioni fornite dalla Cina sui primi contagi. Quella dei conigli e dei tassi-furetto, quindi, resterebbe al momento ancora una delle tante ipotesi al vaglio.

Per avere maggiori certezze sulle origini del Covid, saranno necessarie ulteriori indagini, ha spiegato il ‘Wall Street Journal’, in modo particolare sui fornitori degli animali: alcuni si troverebbero nel Sudest della Cina, dove gli scienziati hanno trovato alcune tracce di un virus molto simile nei pipistrelli.