Chi è Willie Peyote, Big del Festival di Sanremo 2021: età, biografia e grandi successi

Cenni biografici su Willie Peyote, “Big” del “Festival di Sanremo 2021”.

Willie Peyote è ufficialmente un “Big” del “Festival di Sanremo 2021”. Ecco, per voi, qualche cenno biografico sul rapper.

Biografia e curiosità su Willie Peyote

Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, è nato a Torino, il 28 agosto 1985. Figlio di padre torinese e madre biellese, il suo nome d’arte unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dall’America settentrionale. Willie è un riferimento al suo vero nome, Guglielmo. Il padre era musicista e spesso lo seguiva in tournèe. È la voce del gruppo Funk Shui Project, con cui, nel 2014, pubblica anche l’album omonimo “Funk Shui Project”. Si avvicina al rap nel 2004, dopo avere sperimentato altri generi musicali, tra cui il rock e il punk. Fonda, quindi, il gruppo S.O.S. Clique con gli amici Kavah e Shula . Con loro pubblica diversi demo e un EP, nel 2008, intitolato “L’erbavoglio”.

Nel 2011, pubblica il suo primo album solista, “Manuale del giovane nichilista”. L’album si rivela presto innovativo poiché presenta sonorità che spaziano ben al di fuori dell’ambito hip-hop classico. Due anni dopo, nel 2013, esce “Non è il mio genere, il genere uumano”. Nel 2015, pubblica l’album “Educazione sabauda” che lo lancia definitivamente nel mondo della musica. Il 6 ottobre 2017 esce “Sindrome di Tôret”. Il 25 luglio 2019 annuncia il nuovo singolo “La tua futura ex moglie” che anticipa il suo quinto album in studio, “Iodegradabile”. Il 25 settembre viene pubblicato il secondo singolo estratto dall’album, “Mango”. Il 30 aprile 2020 ha pubblicato il singolo “Algoritmo”, in collaborazione con Don Joe e Shaggy. A novembre 2020 esce “La depressione è un periodo dell’anno”, singolo che racconta con amarezza e lucidità il periodo di difficoltà dovuto al Covid-19.

Per quanto riguarda la vita privata, risulta essere single. Partecipa al “Festival di Sanremo 2021” con il brano “Mai dire mai (La locura)”.

Maria Rita Gagliardi