“Si stanno perdendo delle cose che non torneranno”: Fiorello commosso oggi in conferenza stampa

fiorello commosso

E’ cominciata ieri la 71esima edizione del Festival di Sanremo. Un’edizione atipica quella di quest’anno, soprattutto a causa dei numerosi protocolli sanitari adottati. Per la prima volta il palco dell’Ariston è apparso vuoto e senza pubblico.

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A fare gli onori di casa, il conduttore Amadeus, spalleggiato dal compagno Rosario Fiorello. Nonostante gli ascolti della prima serata, siano stati inferiori rispetto a quelli della scorsa edizione, Fiorello e Amadeus, hanno reso nell’insieme la serata di apertura, soprattutto nella prima parte, brillante ed esplosiva. Complice la vena umoristica del conduttore siciliano, che ha da subito ironizzato invitando le “poltrone” a partecipare.

Tralasciando la parte relativa allo spettacolo, oggi in conferenza stampa, il conduttore siciliano è apparso alquanto commosso. Quando gli viene chiesto come il padre o la sua famiglia, stiano vivendo l’attuale situazione legata alla pandemia, Fiorello ha commentato con un groppo in gola: “Ho una figlia adolescente e mi fa dolore perché è l’età più importante. Si stanno perdendo delle cose che non torneranno“.

“Per tutti i genitori adolescenti questa è una sofferenza”

Fiorello ricorda con gioia alcuni momenti della sua adolescenza, come la ricreazione a scuola, l’uscita pomeridiana al cinema, insomma tutti aneddoti importanti nella vita di ognuno di noi. Ricordi che una volta persi, non potranno più essere vissuti.

Pensare di vedere dei ragazzi chiusi in casa dalla mattina alla sera e vedere come questo stia diventando un abitudine, è triste. Un pensiero condiviso anche da Amadeus: “Ho un figlio di 12 anni che vive la stessa situazione, non può andare neanche da un amichetto. Per loro questa pandemia è devastante“.

Uno dei dati positivi per il festival, forse dettato anche dall’attuale situazione, sono infatti alcuni dati sull’indice di ascolti, relativi ad un target compreso tra i 15 e i 24. Un dato sicuramente di orgoglio, in un’edizione in cui la difficoltà è obbiettivamente tangibile.