Sei milioni di studenti a casa da lunedì, ma si rischia la dad per 9 alunni su 10

Nella giornata di lunedì quasi sei milioni di studenti non torneranno sui banchi ma si troveranno di nuovo in dad (didattica a distanza). Sarà così per tutti i ragazzi delle zone rosse ma anche per quelli in cui i Presidenti di regione o i sindaci decideranno restrizioni locali alla presenza in aula. Restano esclusi circa 200 mila alunni con disabilità o con particolari problemi formativi, ai quali si è preferito garantire la presenza per non essere lasciati indietro.

Purtroppo la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente se i Governatori delle zone a rischio, ovvero quelle con 250 casi settimanali su 100 mila abitanti, decidessero di chiudere tutti gli istituti. Questa ipotesi, prevista dal nuovo decreto presidenziale, porterebbe in dad 9 studenti su 10: numeri da lockdown totale.

Considerando l’Italia da nord a sud, ad oggi in Valle D’Aosta le scuole sono in presenza per tutti, tranne alle superiori dove va in classe uno studente su due. In Piemonte metà degli studenti da lunedì sarà in Dad totale. Si salva per il momento Torino dove restano aperti asili nido, materne, elementari e prima media. La Liguria, nonostante sia gialla, da lunedì ferma tutte le secondarie superiori. In Lombardia sono chiusi tutti gli istituti ad eccezione degli asili nido mentre in Veneto si è deciso di mantenere aperte le scuole.

In Trentino le scuole sono aperte nonostante l’alta incidenza dei contagi che preoccupa ma il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha ribadito la volontà di continuare su questa linea se il territorio restasse arancione e non diventasse rosso. In Alto Adige, un’ordinanza locale della provincia autonoma di Bolzano, ha sospeso invece la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il Friuli Venezia Giulia vede rosso e si prepara a chiudere tutto, per ora stop a medie ed elementari in presenza, oltre alle già ferme superiori.

Nel centro, la Toscana ha chiuso tutte le scuole in 40 comuni su 273 e in Emilia Romagna stop a tutti gli studenti della Romagna e nelle zone rosse e arancioni scure dell’Emilia. Nel Lazio gli studenti sono tutti in presenza fino alle superiori, con la dad al 50%, mentre Dad totale nella provincia di Frosinone, ora zona rossa. In Abruzzo gli istituti sono chiusi come nel Molise rosso, mentre in Umbria è stata prolungata la chiusura delle scuole per un’altra settimana nelle situazioni più a rischio, Perugia compresa. Altrove gli alunni restano in presenza tranne che alle superiori dove sono in dad. Nelle Marche restano aperti gli istituti, tranne che nelle province di Ancona e Macerata dove le lezioni si svolgono da casa anche per i ragazzini di seconda e terza media.

Al sud, scuole chiuse in Campania, Puglia Basilicata rossa. Anche in Calabria gli istituti scolastici restano chiusi, fatta eccezione per gli asili nido. Va meglio in Sicilia dove la dad resta al 50% per gli studenti delle superiori. L’ultima ordinanza consente di estendere la percentuale di lezioni in presenza al 75%. Christian Solinas, governatore dell’unica regione bianca d’Italia, la Sardegna, ha emanato un provvedimento ad hoc sulle scuole: chiuse nei comuni rossi, aperte nel resto dell’isola ma alle superiori lezioni in presenza al 50% fino a un massimo del 75%.