Matteo Salvini: “Un lockdown nazionale sarebbe punitivo”

Il leader della Lega è contrario all’ipotesi di un lockdown nazionale generalizzato: “Intervenire solo dove la situazione è a rischio”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, compie oggi 48 anni. Questa mattina è stato intervistato su Facebook da Annalisa Chirico. Egli si è detto contrario all’ipotesi di un lockdown generale nelle prossime settimane.

Questa l’idea di Salvini: “È doveroso il ritorno alla vita dove si può. Lockdown nazionale? Non ho dati, ma sono favorevole a intervenire dove la situazione è a rischio, non in Sardegna o dove non c’è aumento di contagi. No a interventi in modo generico, ma in modo chirurgico. Un lockdown nazionale sarebbe punitivo”.

Per Salvini è importante ora dare segnali positivi per il futuro: “Dare dei segnali di speranza come ha fatto Draghi è fondamentale. Lo stesso ha fatto Franceschini. Ci sono alcuni settori che non possono essere ingessati. Nel dl Rimborsi si eliminano i codici Ateco. Il buon senso, la trasparenza e la velocità stanno distinguendo il governo Draghi e lo faranno anche in futuro. Superiamo questo marzo, poi dopo Pasqua, speriamo di riaprire”.

Matteo Salvini contrario al lockdown nazionale: “Sono favorevole a intervenire dove la situazione è a rischio”

Il leader della Lega ha affrontato anche la questione vaccini: “L’intero governo sta lavorando perché si vaccinino tutti: chi non può o non vuole non deve essere messo nelle liste di proscrizione. Cosa significa passaporto vaccinale? Che uno senza passaporto, se non s’è vaccinato, non può viaggiare? Facciamo il tampone. La libertà è un principio non negoziabile, sono contro qualsiasi obbligo. In Europa qualcuno ha sbagliato, magari firmando contratti senza leggerli, sennò non saremo al punto in cui siamo. Ora cerchiamo i vaccini ovunque”.

E ancora: “Giorgetti sta facendo più lui in 15 giorni che Arcuri in mesi: ha convocato le aziende farmaceutiche per produrre i vaccini a casa nostra. Chiedo a Speranza un protocollo nazionale per le vaccinazioni a domicilio. Se arrivano i vaccini l’Italia è pronta: il generale Figliuolo non si occupa di Primule”.

Infine, una battuta sul giorno del suo compleanno: “Il mio compleanno coincide con quello dell’Inter, un problema che mi porto dietro da sempre”.