Unica colpa, essere rimasta incinta: la vicenda della pallavolista Lara Lugli, citata per danni dal club

Lara Lugli

Una storia che ha dell’assurdo e dell’ignobile, quella capitata ad una pallavolista donna di 38 anni, la quale si è vista negare parte del suo compenso lavorativo, a causa di una gravidanza, che si è conclusa peraltro con un aborto spontaneo. Un fatto che ancora oggi nel 2021, lascia senza parole e mette in evidenza come le donne sia penalizzate.

Lara Lugli, classe 1980, ha fatto della pallavolo non solo un hobby ma anche un lavoro. Uscita di casa all’età di 17 anni, si è dedicata anima e corpo a questo sport, che l’ha vista giocare in serie B1 e A2, girando per tutta l’Italia, con una piccola parentesi anche in Svizzera.

Tutto si sarebbe potuta aspettare ma non l’ingiustizia subita dal suo club, il “Volley di Pordenone“. Nel marzo del 2009, la giocatrice di pallavolo, comunica al club l’impossibilità di proseguire la stagione sportiva, proprio a causa della gravidanza. Quando la ragazza chiede tramite ingiunzione di pagamento, lo stipendio corrispondente al mese di febbraio, viene citata per danni. Il motivo: “non aver onorato il contratto“.

Nell’atto di citazione della società, la ragazza viene accusata di non aver completato la stagione e di aver taciuto l’intenzione di volere dei figli: “Felici per l’ avvenimento famigliare però da contratto era prevista l’ immediata cessazione in caso di gravidanza; avremmo potuto esercitare le penali e non l’ abbiamo fatto“. Parole veramente sconcertanti.

La cosa che più mi ha fatto male è che abbiano messo in discussione la mia serietà: in 25 anni di volley mi sono sempre comportata da professionista“. Queste le parole della Lugli. La stessa deputata del PD, Laura Boldrini, ha espresso la sua posizione: “La colpa di Lara è essere rimasta incinta: presenterò un’ interrogazione“.

“Sento di aver già vinto”

La giocatrice racconta come i rapporti con la società fossero buoni, mettendo tuttavia in luce, come le tutele da un punto di vista giuridico relative ad un contratto dilettantistico, siano davvero inesistenti: “Se ti infortuni, e dipende anche dalla gravità dell’ infortunio, il contratto viene onorato. Se annunci di aspettare un bambino, c’ è la rescissione“.

Una vicenda che ha scatenato numerose polemiche. Lugli racconta come in tantissime l’abbiamo contattata, raccontandole esperienze simili. Con questa vicenda la giocatrice accende un riflettore su una questione importante. Il 18 maggio, Lara Lugli e la società si confronteranno di fronte al Giudice di pace. Ciò che sta a cuore alla giocatrice non sono i soldi ma bensì, evitare che cose del genere possano ripresentarsi in futuro.