Termina il calvario di Matteo Sereni: “Non ha abusato dei minori”

L’ex portiere di calcio è stato assolto dopo 11 anni da queste gravi accuse: “Dalla mia ex moglie calunnie infamanti”.

Matteo Sereni ha finalmente vinto la sua battaglia giudiziaria dopo 11 anni. L’ex portiere di Sampdoria, Piacenza, Empoli, Brescia, Lazio, Torino, Ipswich Town e Brescia, è stato prosciolto dalle accuse di abuso sui minori.

Lo scorso 5 marzo, infatti, il gip Michele Contini del Tribunale di Cagliari ha archiviato definitivamente l’inchiesta a suo carico per presunti abusi su minorenni e per la realizzazione e vendita di filmati a sfondo pornografico. Sereni ora potrà riprendere a vivere serenamente dopo quasi 11 anni di calvario.

Le accuse erano state rivolte dalla sua ex moglie. Queste le parole di Sereni: “Improvvisamente la mia ex moglie, Silvia Cantoro, durante la separazione giudiziale, inizia ad accusarmi di nefandezze senza precedenti che avrei compiuto su dei minorenni”.

E ancora: “Dal momento in cui sono stato travolto dalle accuse, la mia esistenza è andata in fumo. Dopo un primo giudice che mi ha reso giustizia, oggi un altro giudice, dopo undici anni di calvario giudiziario, ha posto la parola fine a questo incubo.

La fine del dramma di Matteo Sereni: “Dopo undici anni di calvario giudiziario, la fine di questo incubo”

Il dramma per Sereni iniziò nel 2009, quando l’ex moglie chiese il divorzio: “Nel 2009 iniziammo la separazione giudiziale. Ricordo perfettamente che, all’inizio, era semplicemente una lunga richiesta di pretese economiche, fino alla prima udienza nel luglio del 2010. Entro in udienza e vedo i miei legali mettersi le mani nei capelli. Avevano appena letto le accuse che la mia ex moglie aveva mosso nei miei confronti. Da quel momento non ho più visto la luce”.

I minori erano stati a lungo interrogati con modalità inappropriate e potenzialmente suggestive di falsi ricordi. Questo è stato fatto dalla moglie separata, dalla ex suocera e dai consulenti tecnici in sede civile e penale. I minori, dunque, furono incoraggiati a dare risposte false e fuorvianti.

Queste le parole del Tribunale: “È sperimentalmente provato che un minore, quando è incoraggiato e sollecitato a raccontare da parte di persone che hanno una influenza su di lui (e ogni adulto è per un bambino un soggetto autorevole), tende a fornire la risposta compiacente che l’interrogante si attende e che dipende in buona parte dalla formulazione della domanda. Tali incoraggiamenti sono stati molteplici, sia da parte degli stretti congiunti, sia da persone estranee al loro ambito familiare”.

Sereni ha raccontato questi anni difficile e come sia riuscito a superare il tutto e avere la forza di combattere: “Ci sono stati momenti in cui non sentivo più stimoli nei confronti della vita stessa. Accusato di cose ignobili, che hanno comportato la distruzione della mia dignità.Ho avuto la fortuna di avere accanto persone speciali come mio fratello Giacomo, i miei avvocati, ma soprattutto la mia compagna Stefania, che ha saputo credere in me e tenermi sempre la mano. La grandezza di Stefania è stata quella di essersi accollata ogni cosa pur essendo molto più giovane di me. Ha dimostrato di essere una grande donna, ed è stata decisiva anche per riconciliarmi con il genere femminile”.