‘Avvenire’ chiarisce: “Omosessuali accolti con tenerezza e rispetto. Possono essere benedetti singolarmente”

Il quotidiano di ispirazione cattolica ‘Avvenire’ ha voluto fare chiarezza riguardo alla questione della benedizione delle coppie gay.

La presa di posizione del Vaticano sulla mancata benedizione alle coppie gay ha suscitato infinite polemiche nelle ultime ore. ‘Avvenire’, giornale di ispirazione cattolica, ha fatto chiarezza su tale questione.

Questa la precisazione: “Gli omosessuali devono essere accolti con tenerezza e rispetto. Possono essere benedetti singolarmente. Possono avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita. Ma non possono essere benedetti come coppia, perché il gesto non sarebbe coerente con la natura dei ‘sacramentali’, che vanno concessi solo nelle circostanze ordinate a servire ciò che è conforme al disegno di Dio”.

Il quotidiano ha chiarito il motivo del perché la Congregazione per la dottrina della fede ritenga ‘illecite’ le benedizioni concesse alle coppie omosessuali: “La benedizione rischia di legittimare una prassi sessuale irregolare, perché fuori dal matrimonio. Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”.

Il quotidiano cattolico ‘Avvenire’ precisa: “Gli omosessuali devono essere accolti con tenerezza e rispetto. Ma non possono essere benedetti come coppia”

Secondo il quotidiano ‘Avvenire’, inoltre, “la Chiesa ha il dovere di verificare che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e a esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore”.

La decisione della Congregazione per la dottrina della fede è stata spiegata anche da padre Maurizio Faggioni, teologo morale e docente di bioetica: “Il significato è trasparente: possiamo valorizzare sotto il profilo umano alcuni aspetti di una relazione tra persone dello stesso sesso, ma la Chiesa sente che, anche nelle esperienze migliori, non si può parlare propriamente di una realtà sponsale. La qualità dell’amore omosessuale è diversa, nella sua dinamica profonda, da quella dell’ amore coniugale e il matrimonio resta per la morale cattolica l’unico contesto significativo per l’intimità sessuale.