Mamma usa foto ‘deepfake’ per vendicarsi delle compagne di squadra della figlia

la vendetta della madre

Usando la tecnica deepfake ha ‘applicato’ i volti delle compagne di scuola e cheerleader della figlia in video nei quali appaiono fintamente nude mentre bevono e fumano. Lo scopo? Screditarle

Ha usato dei video e delle foto modificati con la tecnica del deepfake allo scopo di screditare le compagne di scuola della figlia. È accaduto nello stato americano della Pennsylvania, dove Raffaela Spone ha creato una serie di video o e foto con i volti di diverse ragazze, che come la figlia appartengono alla squadra di cheerleader delle Victory Vipers, ed i corpi nudi mentre erano intente a bere e fumare. Occorre sottolineare che i deepfake sono video creati sfruttando alcune applicazioni facilmente rintracciabili in rete, nei quali il volto dei protagonisti viene modificato con quello di altre persone; l’intento è goliardico tanto che spesso tale sostituzione riguarda volti di personaggi famosi per far loro ‘fare cose particolari’ Ma in altri casi può essere sfruttato in maniera criminale come fatto dalla donna per vendicare la figlia a seguito di un litigio in ambito scolastico. Le immagini le avrebbe prelevate dai profili social delle ragazze, sfruttando un’app per creare video compromettenti.

La donna lo ha fatto all’insaputa della figlia

Trasformando questo ‘gioco’ in un pericoloso strumento che la donna ha, per l’appunto, usato contro la squadra di cheerleader della figlia al solo scopo di screditare le altre ragazze, come scoperto dalla polizia di Hilltown. Per diffamare le ragazze ha inviato i video falsi al loro allenatore Mark McTague oltre che una serie di messaggi alle loro famiglie; e come se non bastasse ha mandato anche una serie di frasi offensive alla squadra e ai proprietari della palestra usata dalle cheerleader per allenarsi. Il tutto usando diversi numeri di telefono falsi. Ma a seguito di una segnalazione da parte dei genitori di una delle ragazze, la polizia ha avviato le indagini. Il messaggio ricevuto dalla giovane proveniva da un numero sconosciuto ed era altamente diffamatorio: nei giorni successivi sono state fatte ulteriori denunce portando gli investigatori ad indagare sull’identità della persona che stava utilizzando i numeri sospetti.

LEGGI ANCHE =>> Violenta la figlia adottiva e la mette incinta: 38enne condannato a 14 anni di carcere

Hanno cosi scoperto che tutti i numeri erano stati venduti da un sito specializzato in vendite ai telemarketer e sono risaliti all’ip dell’abitazione di Raffaela. Sembra inoltre che la figlia non sapesse nulla di ciò che sua madre stava facendo. Le accuse sono pesanti: il reato è quello di molestie aggravate e potrebbe rischiare anche il carcere.