Il duro attacco del Capitano Ultimo: “Credo nell’Antimafia seria e non in quella che si trasforma in manipolazione”

Sergio De Caprio, famoso per l’arresto del boss mafioso Totò Riina, va in pensione: “L’Arma mi ha dato tutto, io ho restituito pochissimo rispetto a quello che ho ricevuto”.

Da pochi giorni il Capitano Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, famoso per l’arresto a Totò Riina, ha informato che andrà in pensione e lascerà l’Arma dei Carabinieri dopo 42 anni di attività. De Caprio ha compiuto 60 anni il 21 febbraio scorso. L’uomo non è sparito, comunque, dalla vita pubblica. Infatti, è assessore all’Ambiente della regione Calabria.

Al settimanale d’inchiesta ‘La Verità’, il Capitano Ultimo ha rilasciato interessanti dichiarazioni, aggiungendo particolari sulla lotta mafiosa che stava sconvolgendo il nostro Paese tra gli anni ’80 e ’90.

De Caprio racconta delle polemiche scaturite per uno scatto col boss sotto la foto del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, una delle sue vittime. Quella foto venne giudicata una provocazione: “Una situazione incredibile: un procuratore ha detto che era rimasto colpito da quella immagine, perché avevamo ‘umiliato’ Riina. Naturalmente massimo rispetto per quel magistrato come per tutti i magistrati, però diciamo che siamo rimasti, come dire, spiazzati”.

Sergio De Caprio: “Ho lasciato un messaggio al ministro Guerini. Non ho ancora avuto risposta, evidentemente deve essere alle prese con tante altre priorità”

E ancora: “I pm della trattativa stato-mafia hanno minato il nostro impegno e spezzato il fronte della lotta alle cosche. La Procura ha sostenuto non li avessimo avvertiti, invece avevamo condiviso tutte le scelte. Un altro passaggio paradossale, che segna il declino di un modo di fare la guerra alla mafia, che poi era quello di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino ma anche della dottoressa Carla Del Ponte, l’Antimafia dei combattenti costruita con il sangue delle vittime, l’Antimafia seria, di servizio e non quella che si trasforma in manipolazione e contropotere”.

Il Capitano Ultimo ha attaccato anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini: “Solo pochi giorni fa sono andato a Cetraro, un comune in provincia di Cosenza, dove c’è stato un grave atto di intimidazione ai danni del maresciallo a capo della locale stazione dei carabinieri, cui è stata mitragliata l’auto. Ho chiesto anche a nome loro di poter parlare con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ho lasciato un messaggio alla sua segreteria, anche per vedere di aprire un tavolo tecnico insieme al ministro dell’Interno per capire come si sta impostando la lotta alla ‘ndrangheta, ma non ho ancora avuto risposta, evidentemente deve essere alle prese con tante altre priorità”.

E infine: “L’Arma mi ha dato tutto, e io ho restituito pochissimo rispetto a quello che ho ricevuto. Mi hanno insegnato a essere, ancora prima che un combattente, un uomo, e che prima vengono il bene comune e la sicurezza dei cittadini e poi le esigenze personali. L’ho imparato da tutti i carabinieri che ho incontrato, rispetto al quale io sono niente. Io sono Ultimo”.