Covid, Crisanti: “Ecco perchè l’immunità di gregge in Italia è ancora lontana”

Secondo il virologo Andrea Crisanti ci vorrà molto tempo prima di raggiungere l’immunità di gregge. E occorre considerare che dopo un anno e mezzo dal vaccino “una quota di persone perderà l’immunità”

L’immunità di gregge in Italia è ancora molto lontana. A sostenerlo è il virologo Andrea Crisanti il quale ha dichiarato che probabilmente entro il mese di settembre sarà possibile vaccinare la maggior parte di coloro che necessitano del vaccino con priorità. Ma, ha aggiunto, questo dipende dall’impegno che verrà riposto in questo difficile percorso: “Non è – ha spiegato – che il successo nella campagna dipende da qualcun altro”. Interpellato dall’Adnkronos salute in merito all’ottimismo del ministro Speranza, Crisanti ha dichiarato: “Una dose di ottimismo non guasta mai, specie da parte dei governanti e specie dopo tutti questi mesi di frustrazioni. Certo abbiamo numeri risicati per il traguardo dell’immunità di gregge. E con numeri risicati, appena sopra la soglia necessaria“, l’indice di contagio “Rt rimane uguale a 1 e quindi sarà inevitabile il mantenimento di qualche misura, a meno a che non si imposti un programma di sorveglianza senza precedenti che contribuisca a interrompere la trasmissione“.

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“In Uk 500mila vaccinati al giorno, perchè noi non dovremmo farlo?”

Crisanti ha poi voluto ricordare quanto fatto nel Regno Unito: “Se sono riusciti a vaccinare 500 mila persone al giorno in Gb, dopo 3 mesi di progressivo incremento e coinvolgendo tutte forze in campo perché non dovremmo farlo anche noi? E’ chiaro che se in Italia non ci rendiamo conto che questo è un obiettivo di importanza nazionale, se una certa percentuale di medici di base non vuole vaccinare, se quello fa il distinguo e c’è chi dice forse, non ci arriveremo. E questo al di là dei problemi con le dosi“. Il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino entrando nel merito dell’immunità di gregge da raggiungere, ha spiegato: “Dovremmo vaccinare almeno 40 milioni di persone. Guardiamo alla popolazione italiana e togliamo già 9 milioni di under 18 non vaccinabili al momento; poi un 20% di cittadini che dice no al vaccino, cioè altri 11 milioni di persone, circa 2 milioni di persone che vivono sul nostro territorio e non sono censite. Ecco perché parlo di numeri risicati per l’immunità di gregge”. A questo bisogna aggiungere, ha osservato il virologo, coloro che perdono l’immunità dopo un anno e mezzo dal vaccino. Una quota che, paradossalmente pesa man mano che il ritmo di vaccinazione va aumentando. Un equilibrio precario, ha concluso: “Sarà necessario insistere sull’attività di sorveglianza“.