La drammatica previsione: entro il 2100 le coste sud est della Sicilia sommerse dal mare

previsioni per il 2100

Un recente studio effettuato dall’Ingv rivela come, senza una drastica riduzione delle emissioni, le coste sud orientali della Sicilia rischino di scomparire entro il 2100

È una previsione decisamente drammatica quella che emerge dallo Relative Sea-Level Rise Scenario for 2100 along the Coast of South Eastern Sicily (Italy) by InSAR Data, Satellite Images and High-Resolution Topography. Si tratta di un lavoro condotto da Ingv di concerto con ’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, con l’Università degli Studi di Catania e con la Radboud University in Olanda e che va a focalizzarsi sulle conseguenze dell’innalzamento del livello del mar Mediterraneo sulle coste italiane. Focalizzandosi in particolare, come si legge nei risultati pubblicati sulla rivista internazionale Remote Sensing, su quanto potrebbe accadere alla Sicilia da qui al 2011. Il litorale sud-orientale della regione infatti potrebbe subire, a causa dei cambiamenti climatici, una sommersione progressiva e costante con 10 km quadrati di coste che entro il 2100 potrebbero essere letteralmente inghiottite dal mare. Lo studio è stato realizzato nell’ambito dell’ampio progetto Pianeta Dinamico che il Ministero della Ricerca e dell’Università (MUR) ha finanziato all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Livello del mare crescerà di 1,1 metri entro il 2100

Senza una drastica riduzione delle emissioni dei gas serra, il livello del mare potrebbe crescere di oltre un metro nel 2100 e, nel corso dei prossimi tre secoli, anche di svariati metri cancellando decine e decine di chilometri di coste. “Sappiamo che dal 1880 in poi il livello marino ha iniziato ad aumentare di 14-17 cm ma oggi sta accelerando e sale alla velocità di oltre 30 cm per secolo”, ha infatti confermato il Prof. Giovanni Scicchitano, associato di Geomorfologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari. Le coste basse e subsidenti, dove per ragioni naturali o antropiche la superficie terrestre si muove verso il basso, sono le più a rischio perchè qui il processo di invasione marina è accelerato. Proprio come sta accadendo in alcune zone della Sicilia orientale.

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Il Prof. Carmelo Monaco, ordinario di Geologia Strutturale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Catania, ha sottolineato: “I risultati per la piana di Catania indicano che, nell’area compresa tra i fiumi Simeto e San Leonardo, la perdita di territorio al 2100 sarebbe considerevole, con il mare che invaderebbe la zona depressa per diverse centinaia di metri. Nel porto di Augusta alcune aree industriali potrebbero essere coinvolte. Il porto di Siracusa è l’area che più soffrirebbe di un potenziale innalzamento del livello del mare al 2100: secondo le nostre proiezioni, infatti, l’area della foce del fiume Ciane potrebbe essere invasa dal mare per una estensione fino ad 1 km nell’entroterra rispetto l’attuale linea di riva. Le Saline del fiume Ciane, attualmente Riserva Naturale Orientata e che negli ultimi anni hanno già subito un arretramento misurato da dati satellitari di circa 70 metri, verrebbero totalmente sommerse. Sorte simile potrebbe toccare alla Riserva di Vendicari, le cui aree umide potrebbero sparire lasciando sparse isole relitte”.