La musica prova a sollecitare le istituzioni: “Siamo pronti a ripartire in sicurezza”

La musica dal vivo vuole ripartire, dopo l’esempio del live di Barcellona. Intanto Franceschini ha stanziato 3 milioni di euro per musica jazz, cori e bande.

Il concerto live di Barcellona avvenuto pochi giorni fa sta facendo discutere. I musicisti, infatti, stanno provando a forzare la mano, spingendo le istituzioni a valutare il ritorno all’attività in sicurezza. Il concerto di Barcellona ha visto la presenza di 5000 persone, ammesse in sicurezza con le mascherine e dopo aver effettuato il tampone.

Vincenzo Spera, presidente di ‘Assomusica’, ha detto la sua in riferimento all’esperimento avvenuto in Spagna: “C’è finalmente la possibilità di ripartire, smettendo di inseguire il virus. Noi siamo già pronti per farlo. Abbiamo in cantiere un esperimento teatrale su questa falsariga e uno all’aperto. Abbiamo già lavorato con le aziende sanitarie, abbiamo i protocolli. Aspettiamo solo che gli enti ci autorizzino”.

La musica vuole ripartire dal vivo. ‘Assomusica’: “Aspettiamo solo che gli enti ci autorizzino”

Le istituzioni, però, al momento non hanno ancora in programma di far ripartire l’attività dal vivo. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha annunciato un nuovo decreto sui ristori. Esso stabilisce le modalità di ripartizione delle risorse per il sostegno del settore musicale: “Tre milioni di euro in più per sostenere e rafforzare le azioni di tutela e protezione della musica jazz, dei festival, dei cori e della bande, settori particolarmente colpiti dalle conseguenze della pandemia. La musica dal vivo sta ancora attraversando una crisi drammatica e per questo va aiutata fino al completo ritorno alla normalità”.

Sono tanti i messaggi di sconforto da parte dei musicisti. Queste le parole di Paolo Belli: “Non ci ascoltano, non ci considerano prioritari. Eppure il nostro comparto offre lavoro a settecentomila persone con relative famiglie”.