Creata su Facebook la pagina: “Le bimbe di Benno Neumair”. Scoppia l’indignazione

Nelle ultime ore è nata una pagina Facebook intitolata “Le bimbe di Benno Neumair”. L’episodio sta indignando un po’ tutti.

Benno Neumair, il ragazzo di 30 anni di Bolzano, ha confessato di aver ucciso i suoi genitori e di aver gettato i loro corpi nell’Adige. Dopo aver cancellato le macchie di sangue tra le piastrelle di casa con l’acqua ossigenata, il ragazzo ha fatto lavare i suoi vestiti dalla compagna, cercando di depistare le indagine. Alla fine, il ragazzo sommerso da prove, indizi e testimoni, ha confessato il duplice omicidio.

Una vicenda assurda, che ha sconvolto tutti. O quasi. Su Facebook, infatti, è nato un gruppo intitolato: “Le bimbe di Benno”. Un episodio sconvolgente e che sta indignando. La pagina è stata creata da una coppia di ragazze e, incredibilmente, sono già oltre 600 gli iscritti a essa.

La creazione della pagina ha scatenato varie reazioni indignate. Il consigliere Urzì: “Va oscurata oggi stesso”

Non si capisce ancora se la creazione della pagine sia frutto di utenti fake o se essa faccia parte di una sorta di sfida, scommessa o ricerca di pubblicità. Sta di fatto che il tutto resta un episodio macabro e assurdo. Il gruppo è ‘privato’ e, quindi, i contenuti sono accessibili solo agli utenti approvati.

Questa la dura nota di Alessandro Urzì, consigliere di Fratelli d’Italia della provincia di Bolzano: “Non è ancora noto se si tratti di una goliardata di pessimo gusto o un’iniziativa figlia dei tempi in cui viviamo in cui non esiste più alcun valore e tutto finisce per appiattirsi sull’apparenza che sovrasta morale e sostanza. Quello che è certo invece è che la degradazione etica della nostra società non conosce ormai limiti. Una tristezza infinita, dover constatare come l’animo umano stia precipitando in un abisso senza fine, nella totale incapacità di distinzione tra il bene ed il male, tra giusto e ingiusto”.

Urzì ha continuato: “Oggi in nome della libertà ad ogni costo, di quel relativismo etico figlio di un buonismo pernicioso, tocca vedere espressioni che definirle blasfeme è ancora poco. Fanno ribrezzo. Questa pagina va oscurata oggi stesso, ma chiediamo anche che sia fatta luce su questo spaccato di incultura legata alla banalizzazione di una grande tragedia. Almeno per rispetto delle vittime”.