Elio sull’autismo: “Migliaia di bambini senza sostegno. E’ lacerante”

E’ stato il frontman della più dissacrante band del panorama italiano degli ultimi 30 anni. La loro musica si è destreggiata agevolmente tra il rock e il pop, tra il reggae e lo ska, tra il blues e il jazz, tra l’heavy metal e il rap. Stiamo parlando di Stefano Belisari, in arte Elio, leader degli Elio e le storie tese. La band si è sciolta nel 2018, o meglio “ha smesso” e da allora le apparizioni pubbliche sono diventate sporadiche. Elio ha rilasciato un’intervista a Fabrizio Biasin per ‘Libero quotidiano’, dove ha parlato di un argomento che lo tocca molto da vicino, la difficile situazione dei genitori di bambini disabili. Il cantante infatti è padre di un ragazzo di undici anni affetto da autismo.

La chiacchierata è iniziata su argomenti più leggeri, Elio ha parlato di un possibile ritorno sulle scene e dei social network. “Stiamo valutando, ma solo se ci sarà qualche cazzata da fare per cui ne valga la pena. Del resto, guarda a che punto siamo arrivati… Oggi i nostri primi album verrebbero massacrati dai perbenisti, i social non perdonano. Anche all’epoca c’era chi ci attaccava, poi per fortuna le persone senzienti capivano che il nostro andare all’estremo aveva esattamente lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su certi temi. Vuoi conoscere la mia teoria sui social? Internet è nato come uno strumento di libertà, ma sta facendo esattamente l’opposto. Dà voce a chi urla di più. E chi urla di più, nella mia esperienza, non corrisponde mai a chi dice la cosa più intelligente. Io, pur essendo paladino della libertà assoluta, sono convinto che internet andrebbe regolamentato, esattamente come il traffico. Cioè, non è che siccome viviamo in un Paese libero allora uno può andare contromano.”

E proprio tramite i social, si è passati all’argomentazione più importante, le difficoltà dei genitori di bambini autistici. “L’altro giorno ho esternato una cosa che mi sembrava sacrosanta: “Vaccinate i bambini autistici, aiutate loro e le loro famiglie che in Italia sono migliaia e migliaia”. Sai cosa mi hanno scritto? I no vax mi hanno attaccato: “Anche tu sul carrozzone dei vaccini!”. Altri erano furibondi: “È il vaccino che genera l’autismo!”. Altri ancora si sono indignati: “Parli di bambini con l’autismo e escludi il resto dei disabili!”. Ma il motivo è semplice: tratto solo la materia che conosco.”

E da qui la critica al nostro Paese, terribilmente indietro nella gestione del problema. “In Italia non esiste neanche un censimento dei ragazzi con l’autismo. Il massimo che fanno in parlamento è parlare di Pet Therapy. I politici, ma non solo loro, credono che aiutare significhi isolare i bimbi e lasciare che la famiglia, come dire, respiri. Ma quello non è aiutarci, significa non aver capito niente. I bambini autistici possono imparare a vivere, a parlare, ma per farlo devono essere seguiti appena il problema si manifesta e da chi ha competenze specifiche attraverso la terapia comportamentale. Non dai diplomati dell’Isef…Ci sono famiglie che dopo lotte indicibili riescono ad avere un qualche tipo di sostegno. Ecco, nel 99% dei casi si traduce in un neo laureato nelle materie più disparate e senza alcuna competenza. Gli portano il té, li accompagnano… Meglio di niente, ma così non li stai aiutando, li condanni a una non-vita. Ti racconto come è andata a me: Ci siamo presentati davanti alla Commissione che doveva stabilire se mio figlio fosse o non fosse autistico. Sai da chi era presieduta? Da un otorino. Ma cosa cazzo ne sa un otorino! Mi vergogno a dirlo, ma mi sono incazzato come una bestia, mi sono messo a urlare. Dopo un anno mi hanno risposto e ora, attraverso sforzi disumani, mio figlio parla, ha degli amici, va a scuola. Ma per ogni successo ci sono migliaia di bambini che vengono lasciati senza sostegno, abbandonati. È lacerante.”