Lance Armstrong correva con un motore nascosto: nuove pesanti accuse all’ex numero 1 del ciclismo

A quasi dieci dalla squalifica a vita, spuntano nuove indiscrezioni sulla travagliata carriera di Lance Armstrong. Il ciclista statunitense era considerato uno degli sportivi più forti e vincenti di sempre. Vincitore di sette Tour de France, Armstrong aveva inoltre combattuto e vinto un cancro ai testicoli, diventando il simbolo della lotta a questa malattia. E come tutti i miti decaduti, più in alto si arriva più la caduta diventa rovinosa.

Nel 2012, dopo anni di accuse e sospetti, l’USADA (United States Anti-Doping Agency) squalificò a vita Armstrong per il recidivo utilizzo di sostanze dopanti. Assieme alla squalifica arrivò la revoca di tutti i titoli conquistati dal 1998 in poi, comprese le sette maglie gialle. Nell’arco di pochi mesi, anche l’Unione Ciclistica Internazionale e il Comitato Internazionale Olimpico procedettero nella stessa direzione e Lance Armstrong da simbolo sportivo e della lotta al cancro divenne la metafora dell’atleta disonesto.

Ed oggi la parabola discendente dell’ex numero 1 del ciclismo internazionale si è arricchita di un nuovo grottesco capitolo. Il giornalista francese Antoine Vayer, dopo aver studiato dettagliatamente dei video, ha accusato Armstrong di aver utilizzato nel corso della sua carriera, un motore installato sulla sua bici. Si tratterebbe di un piccolo dispositivo, del peso approssimativo di 800 grammi, composto da un motore in grado di generare 500 W di potenza e da una batteria nascosta nella borraccia. Il marchingegno si sarebbe potuto azionare tramite un start nascosto sotto il sellino della bicicletta. La storia sembra quasi una barzelletta, se non fosse che le accuse sono state rilanciate anche dall’ex capo dell’Agenzia francese anti-doping Jean-Pierre Verdy. Insomma chi pensasse che la vicenda Armstrong fosse già finita nel peggiore dei modi si è dovuto ricredere, non c’è mai limite al peggio.