Pagati 6000 euro per farsi ricontagiare dal Covid: qual è lo scopo dell’esperimento che durerà un anno

si cercano 64 volontari, i requisiti

Un team dell’Università di Oxford studierà gli effetti del ricontagio del ceppo Covid di Wuhan su un gruppo di 64 volontari di età compresa tra 18 e 30 anni. Cosa prevede lo studio

Farsi contagiare nuovamente dal Covid nonostante la guarigione, allo scopo di studiarne gli effetti. Gli esperti dell’Università di Oxford coordinati da Helen McSheine, stanno cercando 64 volontari, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, per uno studio finalizzato a comprendere le conseguenze di un secondo contagio da Covid sostenuto dal Wellcome Trust. I partecipanti, persone in precedenza guarite dalla Covid-19, dovranno infatti essere nuovamente esposte al coronavirus SARs-CoV-2 allo scopo di capire quale sia la reazione del sistema immunitario nel caso in cui venga nuovamente attaccato dal patogeno. Lo studio avrà inizio nel corso del mese di aprile e prevede che i partecipanti vengano esposti al ceppo di Wuhan ovvero a quello originario: quello che potrebbe sembrare una follia ha in realtà l’obiettivo di capire come progettare nuove terapia e test, oltre che vaccini che risultino ancor più efficaci contro il contagio e la conseguente infezione.

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Rimborso di 5000 sterline per ogni volontario

OVviamente nessun volontario parteciperà gratuitamente: ad ognuno verrà corrisposta la somma di 5000 sterline, pari a poco più di 5800 euro. Cosa dovranno fare? Trascorrere 17 giorni all’interno di un’ala di un ospedale dove verrà allestita un’unità di quarantena ad hoc. Qui, dopo il ‘ricontagio’, verranno sottoposti a diversi esami ed analisi, il tutto in un ambiente sicuro e controllato 24 ore su 24. Lo studio sarà suddiviso in due distinte fasi: nella prima si cercherà di comprendere quale dose più bassa di coronavirus riesca a ricontagiare i volontari dando origine ad un’infezione asintomatica o paucisintomatica. Tale dose verrà dunque impiegata per infettare chi si sottoporrà allo studio: la seconda fase dovrebbe iniziare nei mesi estivi. In tutto la ricerca avrà la durata di un anno e prevede di intervenire anche qualora i volontari sviluppino sintomi. In questo caso si procederà ad effettuare un trattamento a base di anticorpi dimettendo i volontari quando risulteranno non contagiosi. Dopo le dimissioni dall’ospedale i volontari dovranno comunque presentarsi ad ulteriori 8 appuntamenti di follow up.