Pugnala la moglie del datore di lavoro quasi 100 volte per derubarli in casa: trascorrerà la vita in carcere

accoltellata dalla domestica

Una domestica ha architettato un terribile piano per recuperare il suo passaporto per poter tornare in Indonesia. Ha ucciso la moglie del datore di lavoro pugnalandola decine di volte e ha cercato di uccidere anche l’uomo

Trascorrerà il resto della sua vita in carcere una domestica di 28 anni, giudicata colpevole dell’omicidio del suo datore di lavoro. I fatti risalgono al 2016 quando la donna Darayati ha ammesso di aver pugnalato intenzionalmente e per quasi cento volte Seow Kim Choo nella sua casa bifamiliare in Lorong K Telok Kurau a Joo Chiat, area residenziale nella parte orientale di Singapore. Il motivo dietro al gesto, complottato con un’altra domestica della casa, sarebbe legato al recupero di un passaporto per poter fuggire di nuovo in Indonesia, paese dal quale la donna proviene. Nel tentativo di evitare la pena di morte, prevista in questo Paese nei casi più gravi, Daryati ha però modificato le sue dichiarazioni allo scopo di richiedere un nuovo processo per ridurre la sua responsabilità, sostenendo di soffrire di un disturbo depressivo persistente che avrebbe influenzato la sua ‘responsabilità mentale’ nell’atto omicida. Ma il giudice Valerie Thean ha rigettato questa ipotesi sottolineando che non c’era alcuna prova di questo dal punto di vista psichiatrico. È stata però ritirata una seconda accusa di tentato omicidio contro Daryati in relazione all’aggressione con un coltello contro il marito di Seow, l’uomo d’affari Ong Thiam Soon il quale ha riportato ferite al collo, visibili anche durante il funerale della moglie, e per le quali è stato operato al Singapore General Hospital. La cameriera lavorava per loro da circa due mesi e aveva nostalgia di casa, oltre a mancarle il suo amante che allora lavorava a Hong Kong.

La dinamica dell’efferrato omicidio

Un mese prima di commettere l’omicidio aveva scritto nel suo diario: “Devo portare a termine questo piano rapidamente, devo essere coraggiosa anche se è in gioco la vita. Sono pronta ad affrontare tutti i rischi e le conseguenze, qualsiasi saranno. Spero che questo piano abbia successo e funzioni senza intoppi. La famiglia del mio datore di lavoro è il mio obiettivo. Morte!!!”. Ha dunque complottato con Don Hayati, l’altra aiutante indonesiana, per rapinare il datore di lavoro e recuperare il passaporto che si trovava in una cassaforte chiusa a chiave nella camera da letto, oltre che i soldi di Seow, conservati in un cassetto chiuso a chiave. Il giorno dell’omicidio ha detto a Don di distrarre il signor Ong e di spegnere la telecamera a circuito chiuso e l’elettricità al momento opportuno. Il piano prevedeva che mentre l’uomo era impegnato a far tornare la corrente loro rubassero soldi e passaporto e fuggissero. Ma per sicurezza hanno nascosto dei coltelli uno in camera da letto e uno nel vicino bagno

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Ha quindi aspettato che i due figli di Seow uscissero di casa e che sua nuora e i nipoti andassero al terzo piano. Verso le 20.30, Daryati ha preso un altro coltello dal ripostiglio, lo ha nascosto nei pantaloni e si è diretta verso la camera da letto principale dove Seow era solo dicendo ad Hayati una parola in codice perchè fosse pronto ad agire. Poi ha affrontato Seow con un coltello chiedendo il passaporto e trascinandola nel bagno dove l’ha pugnalata decine di volte (78 tra collo, testa, viso e braccia) fino a ucciderla, provocandole anche fratture facciali multiple. Quando il signor Ong è entrato nella camera da letto principale e ha aperto la porta del bagno, Daryati lo ha pugnalato al collo ma lui è riuscito a disarmarla anche se la donna lo ha nuovamente pugnalato al collo. A quel punto è intervenuta la nuora di Seow che ha chiamato i soccorsi.