Emergenza Covid, troppi contagi: istituita la zona rossa immediata in dodici comuni

passaggio in zona rossa

Anche se la Basilicata si trova in zona arancione, per dodici comuni è stata istituita la zona rossa fino al 2 maggio su decisione del governatore regionale

Anche se a livello generale la situazione in Italia per quanto riguarda casi, decessi e ricoveri per Covid è in lieve miglioramento, in alcuni singoli comuni l’epidemia di Coronavirus va peggiorando tanto da rendere necessaria l’istituzione di zone rosse. Accade in Basilicata, regione che aveva ben fronteggiato la prima ondata pandemica ma che ora si trova a fare i conti con una diffusione più rapida del virus, complice la presenza di diverse varianti. Non sta fortunatamente accadendo sull’intero territorio regionale ma in singoli paesi, ben dodici, nei quali dalla giornata del 25 aprile e fino al 2 maggio è stata istituita la zona rossa. E così anche se la Basilicata si trova in zona arancione, in questi territori verranno applicate le disposizioni più severe, molto più vicine ad un lockdown, per il contenimento del contagio. L’ordinanza è stata emanata e siglata dal presidente della regione Vito Bardi che ha deciso di apporre la sua firma in seguito alla diffusione dei dati relativi al monitoraggio settimanale sull’incidenza dei contagi nei singoli comuni lucani. Dunque tornano le chiusure complete di bar e ristoranti, ad eccezione di asporto e consegna a domicilio, dei negozi e i divieti di uscita da casa se non per ragioni di necessità, salute, lavoro o urgenza.

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Ecco quali paesi sono entrati in zona rossa

Di seguito l’elenco dei comuni passati in zona rossa: Abriola, Rionero in Vulture (Potenza), Craco e Garaguso (Matera) e sono prorogate nei Comuni di Atella, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelmezzano, Filiano, Lavello, Palazzo San Gervasio e Rapone (Potenza). Da segnalare che quest’ultimo si trovava già in area rossa in base alle precedenti ordinanze.