Studio americano sconfessa l’Oms: “Il distanziamento sociale non ha basi scientifiche”

Secondo uno studio condotto nel Massachusetts, le regole anti Covid fornite dall’Oms non avrebbero valenza scientifica.

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno pubblicato alcuni risultati di una ricerca che dimostra come, secondo loro, in un luogo chiuso il rischio di contrarre il Covid sia lo stesso per tutti, a prescindere dal distanziamento. Questo studio sconfesserebbe ciò che ha sempre dimostrato l’Oms sul distanziamento sociale da mantenere.

Questa l’opinione di Martin Z. Bazant, professore di ingegneria e matematica applicata: “Noi sosteniamo che non c’è un grande vantaggio nella regola dei 2 metri, soprattutto quando le persone indossano mascherine. Questa precauzione non ha una base scientifica: l’aria che una persona espira indossando una maschera tende a salire e scendere in altre parti della stanza, quindi si è quasi più esposti restando lontani”.

Bazant (Massachusetts Institute of Technology): “Molti spazi, oggi forzatamente chiusi, non hanno bisogno di esserlo”

Per Bazant, più a lungo qualcuno entra in contatto con una persona con il Covid e maggiore è il rischio di contagio. La variabile fondamentale, dunque, sarebbe la quantità di tempo trascorso al chiuso, e non il distanziamento sociale.

Bazant ha affermato anche come molte chiusure sarebbero potute essere evitate: “La nostra analisi mostra che molti spazi, oggi forzatamente chiusi, non hanno bisogno di esserlo. Spesso, lo spazio è abbastanza grande, la ventilazione è abbastanza buona, la quantità di tempo che le persone trascorrono insieme è tale che quegli spazi possono essere gestiti in sicurezza anche a piena capacità”.

E ancora: “Questa enfasi sulla distanza è stata davvero fuori luogo fin dall’inizio. Il CDC e l’Oms non hanno mai fornito una spiegazione per questo, hanno detto solo che questo è ciò che va fatto e l’unica giustificazione di cui sono a conoscenza, si basa su studi su tosse e starnuti”. Per Bazant, le chiusure di aziende e scuole sono “semplicemente non ragionevoli”.