Dalla gioia alla tristezza: la balena rimasta bloccata nel Tamigi è stata soppressa

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È stata abbattuta la giovane balenottera rimasta arenata sulle sponde del Tamigi. Gli esperti hanno riscontrato ferite incombatibili con la sopravvivenza

È una notizia che fa molto male quella che arriva da Londra, dove i soccorritori del British Divers Marina Life Rescue sono arrivati a dover prendere la decisione più dolorosa. Sopprimere la balenottera rimasta intrappolata sui rulli delle barche in una chiusa del fiume Tamigi, nella zona sudoccidentale della città. Purtroppo dopo aver analizzato la situazione, come riportato dalla BBC, gli esperti si sono resi conto che le condizioni del giovane esemplare “si sono rapidamente deteriorate”. E così in breve tempo dalla gioia del salvataggio avvenuto davanti agli occhi di centinaia di persone che hanno applaudito per lo splendido gesto, si è passati all’amarezza di dover prendere la decisione più difficile, abbattere la balenottera per “porre fine alle sue sofferenze”.

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Individuate profonde ferite sul corpo della balenottera

Gli esperti hanno purtroppo riscontrato sul corpo della balenottera profonde ferite che rendono sostanzialmente impossibile la sua mobilità, ed è per questo che hanno deciso di procedere al suo abbattimento, considerato il fatto che l’esemplare si trovi anche in una condizione di forte sofferenza fisica. “Non appena un team di veterinari raggiungerà la balena, le verrà praticata l’eutanasia per porre fine alla sua agonia. Nel frattempo si farà il possibile per alleviare le sofferenze dell’animale in questa triste situazione” avevano spiegato gli esperti che stanno coordinando l’operazione di monitoraggio della balena, un esemplare lungo poco meno di 4 metri. La vicenda è iniziata domenica sera quando alcune persone hanno lanciato l’allarme dopo averla notato in difficoltà. La balenottera si è arenata per ben due volte nell’arco di 24 ore e per portare avanti le operazioni di soccorso ci sono volute sette ore. Il peggio sembrava essere passato, fino all’epilogo più triste e drammatico, nella giornata dell’11 maggio.